sabato 7 marzo 2015

#LaBuonaScuola si presenta con la polizia al Liceo Classico!

Chiamatemi Sciotto! Oppure Scionti, o Scotto, così come si confondono spesso i proff. giaculando l'appello.
Aggiungetegli, se preferite, Antonino come mio nonno, bracciante di Anoia superiore mi raccomando, non confondiamo.
Sono arrivato al quinto anno del liceo classico qui a Cittanova, un piccolo paese incastrato tra due valli dell'Aspromonte.
Ho dibattuto in maniera tosta con una prof. d'inglese che bandiva Wilde perché omosessuale, sconfitto le angosce di un amore impossibile, scoperto i Pink Floyd, e finalmente approdato alle soglie del diploma.
So già che il mio futuro sarà lontano da qui sia per studiare, sia per lavorare....almeno spero un giorno.
Catturato dal sacro fuoco della politica ho deciso di candidarmi per fare il rappresentate d'istituto.
Mi sono scottato con la politica,  a tal punto che ho abbandonato gli studi di sax...troppo jazz, mi suona dentro il rock e la poesia, le leggi che ogni giorno vedo violate e le tastiere di  "Rick" Wright che suono in maniera immaginaria durante le spiegazioni e che mi fanno litigare con il mio prof. di Letteratura!
- Sciotto e basta con ste tastiere "gne gne", canzoni lunghissime, il rock deve essere veloce, deve bruciare, il punk, Sciotto ascolta il punk! Hai diciottanni, mica cinquanta!
                   
Ogni mattina un'ora di autobus per pochi chilometri!
- Mancano i servizi, la Regione non paga, - ci ripetono quando saltano le corse e a scuola si arriva in ritardo col fiatone.
Insieme a Carmelo, Carla e Carlo Alberto, abbiamo subito creato il comitato studentesco. 
Lunedì scorso contro il contributo volontario che le scuole chiedono alle famiglie in tutta Italia, a fronte dello svuotamento del fondo che viene erogato dal ministero e ai continui finanziamenti alle scuole private, abbiamo indetto lo stato di agitazione, sfociato con lo sciopero bianco e il sit in.
Alle 11 si diffonde la voce: arriva la polizia!
I proff., che sono con noi, invitano alla calma.
Gli agenti entrano tra la folla di studenti increduli, per noi la polizia è posto di blocco, mitra spianato, il volto repressivo dello stato, del resto qui all'infuori della scuola di stato ne  vediamo poco e per certi versi è meglio così.
Ci portano in presidenza tra le proteste dei docenti, per identificarci e interrogarci.
Nel percorso che si apre a fatica fra gli studenti mi accompagna il mio prof. d'italiano, mi frullano nella testa le parole d'ordine che vuole il governo sulla scuola:
#labuonascuola scrivetelo con l'# sui social,  Slides, hastag, crownfounding, quando ti vogliono fottere scrivono tutto in inglese così la gente non capisce.

- Come si chiama?!

- Chiamatemi Sciotto, Antonino Sciotto, risiedo ad Anoia Superiore e sono colpevole del reato di aver difeso la Costituzione Italiana in assemblea, appellandomi agli articoli 21 e 33!

Lou Palanca 2






5 commenti:

  1. QUANTO CAZZO SEI FIGO SCIOTTO!

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  2. Cittanova lo ricordo per una coppia che nella metà degli anni 60 organizzavano spettacoli in piazza.
    Non ricordo il nome, ma lui veniva chiamato "professore", cantavano entrambi ed erano uno spettacolo.
    Ma rammento anche un prof che mi disse:
    "Voglio fotografarti, ma senza sorridere, hai un volto bellissimo e enigmatico, il volto delle donne dell'antica Grecia"
    Ho ancora quelle foto, ogni tanto le guardo e penso a Cittanova chiedendomi perchè diavolo la Calabria debba essere sempre citata per la ndragheta.
    Fa parte della Magna Grecia, ma vallo a spiegare a questa manica di ignoranti cos'è stata la Magna Grecia per il nostro sud.
    Notte buona buona Fabio.
    Tina

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    1. Tina mi devi assolutamente raccontare questa storia. mail: cirano2@tiscali.it

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    2. Ora sto uscendo, quando rientro provvedo, almeno per quello che ricordo ;-))
      Buon pomeriggio Fabio
      Tina

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  3. Che bellezza sta storia, Cirano e ovviamente mi ricorda e "ci" ricorda il passato .. io poi nel 68 frequentavo a roma al Giovanni XXIII a via Nazionale ed eravamo sempre i primi ad arrivare e poi la lotta è continuata a Lecce, meno cruenta ma molto più difficile: la storia di Ciotto mi ha riportato alla prima volta che vidi la polizia caricare, pardon "entrare" a scuola... a noi ci portarono in palestra e l'unica differenza è che allora ci davano del tu... Dovrei essere triste che ancor oggi uno studente che manifesta, rivendicando un diritto sancito dalla costituzione, venga represso come un criminale, eppure sono contento che ancor oggi i giovani abbaiano voglia di ribellarsi .. al potere. Sarò strano ma è così. Saluti Cirano e passa dal mio blog, c'è un post sulle donne... a presto

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