domenica 17 novembre 2013

Suona Reggio Suona!!! Ci siamo ripresi la città!

"La mafia ti da due scelte: andarsene o adeguarsi.
Io me ne sono andato. Non è stato facile, tantomeno bello.
Ho dalla mia il non essermi adeguato.
Comunque è stata una sconfitta."



E' partito tutto così,  con questa frase-sfogo pubblicata sul web, all'indomani dell'incendio doloso del Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria.
Poppy Lanucara, reggino che da anni è agitatore culturale a Roma, ha lanciato l'idea di una  mobilitazione collettiva che ieri pomeriggio ha portato oltre seimila manifestanti indignati e festosi lungo le vie  del centro cittadino.
E' stato un momento importante per la collettività, un lungo corteo che ha spezzato la monotonia del sabato in centro, l'apatia di una città serva dei potenti e da sempre succube e spesso connivente con le ndrine, è vero forse minoranza ma parafrasando Nanni Moretti "mi troverò d'accordo sempre con una piccola minoranza!" anche in una società migliore di questa.
In questa minoranza nella quale dapprima mi sono immerso solo per non sentirmi più solo ho ritrovato le persone che ogni giorno cercano di ridare dignità a questa città, volti di amici, compagni che mi fanno ripensare a quelli che sono andati via e ai quali non siamo riusciti da dare una chance per costruire insieme qualcosa che vale, qualcosa di significativo.
La gente si è mossa e lo ha fatto senza partiti, senza i sindacati, senza i politici di professione, forse si è mossa perchè loro non c'erano con la loro solidarietà di maniera, fatta di comunicati stampa copia-incolla e di promesse vane.
Le famiglie, i ragazzi, le persone perbene si sono mosse   nei giorni precedenti,  ripulendo dalla cenere gli strumenti salvatisi dall'incendio, "i rivoluzionari del fare" li ha chiamati ottimamente il giornalista Giuseppe Baldessarro.
Dei "rivoluzionari della parola", di quelli che ti avvicinano promettendo favori in cambio di voti, non sappiamo che farcene!
Reggio ha vissuto un pomeriggio indimenticabile, mentre la città era tappezzata di manifesti in ricordo di Ciccio Franco, stavolta per allontanare le paure del passato e quelle del presente non ha avuto bisogno dei metalmeccanici del nord come avvenne nell'ottobre 1972, stavolta si è messa in cammino da sola al ritmo di una musica che nessuno potrà spegnere.

12 commenti:

  1. Il problema di Reggio è sempre stato uno ed è efficacemente racchiuso nel nome di questo blog. A Reggio le rivoluzioni culturali durano lo spazio di cinque minuti.
    Quella di ieri è stata sicuramente una manifestazione mai vista prima in città. L'auspicio è che sia l'inizio di una vera rivoluzione culturale che non duri solo cinque minuti né un'ora, ma 24 ore per 12 mesi l'anno.

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    1. Hai ragione dobbiamo dare seguito nella quotidianità.

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  2. Mi è dispiaciuto non potere essere presente: ho seguito tutto come in una sorta di streaming sul web, attraverso la immagini e le parole di chi in quel momento si è reso protagonista di un grande momento di riscatto. E' questo popolo festoso e danzante che ridà dignità ad una città ferita. Che sia l'inizio di una nuova primavera per Reggio e per tutti noi

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    1. Domenico ti assicuro che eri lì con noi....anche da lontano si può fare molto!!

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  3. Chissà magari può essere la goccia a fare traboccare il vaso..Comunque, un grande ev ento!

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    1. Speriamo mr.Hyde la musica ci ha svegliato.....lottiamo ancora.

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  4. Che bello sentire finalmente da Reggio un movimento popolare che reagisce ad un evento negativo nella maniera più giusta! Forza Reggio, ce la puoi fare!

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  5. Ah guardate...è stata una cosa bellissima! come entrare in un bosco di alberi altissimi lanciati verso il cielo con una energia esplosiva. Quando li ho raggiunti non ho smesso un attimo di ridere come una cretina, di salutare, di baciare, di abbracciare, di cantare qualsiasi cosa, di battere le mani.
    In questi anni non ho mai smesso di credere nella mia città. E ho avuto ragione.

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  6. Una manifestazione riuscita.
    Saluti a presto.

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  7. Sempre bello vedere gente in movimento, che si muove per liberare e liberarsi ...

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  8. Salve professore,
    non so se si ricorda di me, sono Annamaria, un'alunna degli esami di stato del 2012.
    Ho seguito, seppure da lontano, perchè mi trovo in Erasmus al momento, le vicende del Museo e sono rimasta colpita dalla bellezza di questa manifestazione, forte come poche.
    Spero che non sia rimasta confinata a quella giornata.
    A presto!
    Annamaria

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