mercoledì 6 novembre 2013

"Fuoco che bruci ogni ora negata" l'incendio al Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria

"E' bello incontrarsi così, senza un appuntamento, anche se l'occasione è triste!"
 E così che incontro Francesco Creazzo, giovane giornalista che per raccontare i fatti non se ne sta seduto davanti allo schermo di un pc, ma scende in strada e vuole vedere e capire di persona prima di scrivere.
 E' nella sede del Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria,dopo l'incendio doloso della notte scorsa ed insieme ad altri ragazzi sta cercando di mettere in salvo quello che rimane della collezione di centinaia di strumenti raccolti in anni e anni di sacrifici da Demetrio Spagna.
Il Museo, senza alcun contributo pubblico, era diventato un centro di aggregazione sociale, un punto di riferimento culturale in grado di raccogliere suoni, voci, culture del Mediterraneo.
 La rabbia si unisce agli interrogativi: "Perchè bruciare un museo??", "Cosa bruceranno ancora? Gli uomini???!". A Reggio,  nell'ultimo anno il fuoco, appiccato da mani criminali, ha bruciato il centro sociale "Cartella", la chiesa ortodossa e ora anche questo museo,  ferite sanguinanti di una città ormai piegata al suo destino sempre più cupo.
Paradossalmente di fronte ad una presenza massiccia dello "stato", polizia, carabinieri, militari e giudici, quello che manca in questo scontro con la ndrangheta è proprio la società civile, rintanata spesso in piccoli orticelli e non in grado di fare rete, collaborare, scendere in piazza.
Una città il cui consiglio comunale è stato sciolto per mafia e l'intervento dei tre commissari prefettizi non ha sortito nulla, anzi in molti casi ha prolungato l'inerzia di una collettività rassegnata.
Abbiamo toccato il fondo? Speriamo, così non ci rimangono che due strade: o sedersi e soffocare, o risalire e respirare, spetta a noi scegliere.

12 commenti:

  1. Mi fa un grande dispiacere vedere che fine hanno fatto gli strumenti musicali e la struttura.Quanto mi sarebbe piaciuto possedere,magari suonare quel sitar..Ma mi fa ancora più dispiacere e rabbia leggere quello che succede a Reggio. Cos'è questa violenza idiota, paura della cultura e della della coscienza sociale?..

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  2. Caro Mr. Hyde credo che la collocazione di questo piccolo museo, in un'area fra un albergo abusivo e una villetta occupata dalle giostre facesse gola a qualcuno e per farli andare via hanno messo fuoco...ma noi resisteremo!

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  3. Bentornato Fabio (anche se sappiamo che non eri andato via): Reggio ha bisogno di voci come la tua, unita a quella di molti altri che pure ci sono e non hanno intenzione di tirarsi indietro. E lottano per come posso. C'è bisogno di esempi e di gente che testimoni la bellezza di un altro possibile destino. Resistere e rilanciare!

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  4. Mi auguro che a prevalere siano persone come te, allora sì, sentiremo un'altra musica ;)

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  5. I cittadini si devono riprendere la città, solo così ne usciremo. Fino a quando Reggio sarà terreno di conquista per avventurieri, farabutti e cialtroni, non ci sarà niente di buono.

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  6. Che farabutti! Dare fuoco a quel modo! Condivido lo sdegno.

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    1. Dallo sdegno speriamo di passare alla lotta!!!Grazie per il sostegno!!!

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  7. Caro Fabio, in realtà io non sono tanto sicura della "presenza massiccia dello Stato". C'è sicuramente una certa "militarizzazione", ma comunque di istituzioni io ancora non ne ho viste, in relazione ai vari incendi da te citati. Il che, insieme alla scarsità della società civile, rende tutto ancora più "ineluttabile". Quando si uscirà dal circolo vizioso strafottenza generale/sparuto gruppo di buoni volenterosi la Calabria si riprenderà. Cioè mai? Se tutto è affidato alla buona volontà di un gruppetto di brave persone che ci credono, la "svolta" non avverrà mai :(

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    1. certo anche la scuola pubblica, gli ospedali pubblici e i tribunali sono stato, ma le condizioni nelle quali versano purtroppo sono allarmanti; saremo sempre una minoranza, anche in un modo migliore di questo, ma dobbiamo lottare.

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  8. Le persone devono essere unite e devono lottare per il futuro.

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  9. Un mese prima:

    http://www.arcoiris.tv/scheda/it/15931/

    Bisogna ricostruire e non arrendersi.

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    1. hai visto che belle cosa che si facevano....non arrendiamoci!!!

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