giovedì 21 marzo 2013

Corri Pietro le corse non finiscono mai!!!

Le telecronache poetiche  di Paolo Rosi, il terrorismo per le strade delle città, la coppa Davis vinta nel Cile di Pinochet e poi gli sprint irresistibili di Pietro Mennea. 
I nostri anni settanta, gli "anni veloci", in bianco e nero ma  illuminati dalla "Freccia di Barletta", un ragazzo del Sud senza una pista per allenarsi che un giorno fece il record del mondo sui 200!!
Addio Pietro nato per correre.....corri ancora perchè le corse non finiscono mai!!!




22 commenti:

  1. Bel ricordo di un eroe di quegli anni, dei nostri anni..E chi l'avrebbe mai detto che quell'ometto nodoso come un ulivo del sud ci avrebbe dato quelle grandi soddisfazioni, brillare e fregare nell'ultimo tratto i giganti americani o russi?

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    1. nessuno di noi lo immaginava, ma tifava e sognava; uomo di sport vero!!

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  2. Non lo conoscevo, ma per certe cose, gli anni Settanta in bianco e nero provocano nostalgia anche a me. Correrà, vedrai, perché c'è chi, come te, lo ricorda ancora!

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    1. Hai ragione Elle il ricordo è una buona medicina per non morire nell'apatia del presente.

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  3. Mi unisco al tuo pensiero, con tutta la tenerezza dei ricordi condivisi.

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  4. Quanti ricordi,quanta tristezza. Ciao Pietro.

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  5. Un altro pezzo della mia vita che passa alla storia, un altra gemma da incastronare nel gioiello dei ricordi. E che gemma! L'orgoglio di essere suoi connazionali, l'uomo più veloce del mondo, le sfide con Valery Borzov... Il Frecciarossa 1000 n°1, che uscirà martedì prossimo dalla fabbrica, capace di raggiungere i 400 km/h, si chiamerà MENNEA.

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    1. e fatelo correre questo treno come quello di Agapito Malteni!!

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  6. Vedere i propri miti andarsene, uno dopo l'altro, dà il senso della vita che fugge: tempo per la malinconia e per la tristezza.
    Quando (1991) Powell superò il record di Bob Beamon nel salto in lungo, che resisteva dal 1968, quello di Mennea rimase il primato mondiale più vecchio. Mi sentì orgoglioso del nostro Sud, quello che tra mille difficoltà ogni tanto riesce a salire sul tetto del mondo.

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    1. ho letto del tuo poster e la cosa mi ha commosso; pensa che mio nonno materno era presidente regionale del Coni in quegli anni e ti lascio immaginare il posto che aveva l'atletica nei nostri cuori.

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    2. L'atletica, rispetto al calcio, dava un tocco di romanticismo in più. Forse perché gli italiani, almeno fisicamente, partivano sempre svantaggiatissimi... Poi però saltavano fuori Mennea, Sara Simeoni, Cova, Mei, Antibo, Panetta, Bordin, Damilano. Ho le Gazzette dello Sport con le loro imprese...

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  7. Amo e rimpiango quegli anni dell'atletica, che da ragazzino praticavo anch'io: Mennea, Simeoni, Fiasconaro, Arese... Chissà perché, se ne vanno sempre troppo presto certi personaggi favolosi e altri campano fino a 90 e passa per rompere solo i coglioni!

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    1. io ricordo anche Ortiz, Scartezzini ed un altro calabrese Panetta, che tempi Lucien!!!

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  8. L'ho sentito questo pomeriggio, al lavoro, e non mi sembra ancora vero. Già, un mito, ora leggenda ...

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    1. Caro Ally, anche per me è stato un colpo inaspettato!

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  9. Pietro Mennea è stato un mito per chi -come me- ha vissuto la sua gioventù al tempo delle sue eccezionali performances, ma anche per coloro che delle sue prodezze ha solo sentito parlare.
    Tu qui lo hai ricordato con parole toccanti, che mi sento di condividere.

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  10. Grazie Carla-Krilù per la delicatezza e le emozioni spesso mi rifaccio al tuo blog.

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  11. Anche se in quegli anni nascevo, il suo mito semplice e pulito è rimasto vivo in me e forse lo rimarrà sempre!
    gio

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    1. bentrovata Gio, i miti nascono prima di noi e ci sopravvivono per questo sono eterni!!

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  12. Grande uomo di sport... che aggiungere?

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  13. mi piace moltissimo il fatto che tu abbia messo assieme il boss e mennea! :-D e poi born to run è una canzone potente e " nostra "!

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