mercoledì 23 gennaio 2013

Lasciate ogni speranza oh voi che votate!!!

Atto I scena prima: Ho ricevuto qualche giorno fa una mail appassionata dell'amico blogger Alligatore  http://alligatore.blogspot.it/, del quale vi consiglio vivamente le interviste-post che realizza nella sua "palude"a proposito di musica, nella quale con tematiche convincenti m'invitava ad andare a votare.

  Atto I scena seconda: In sala professori una mia collega, sorella di molte lotte per una scuola migliore, mi ferma esortandomi: "Stavolta devi andare a votare!!!"

  Atto I scena terza: Incontro per la strada un mio vecchio amico, capo scout dei tempi andati, che salutandomi mi racconta: "Ho letto su internet qualcosa che hai scritto, ancora ti occupi delle stesse cose?!?!"
 Sono tre momenti di vita quotidiana che m'interrogano e meritano una risposta e una riflessione scritta, sicuro che la rete conservi la memoria, anche dopo l'ultimo respiro esalato dal mio sgangherato laptop. Oggi come in quegli anni che ricordava l'amico scout il mio manifesto dell'impegno politico è il testo di Don Lorenzo Milani: "Lettera a Pipetta giovane comunista", per chi non la conosce il testo è qui:  http://suitetti.blogspot.it/2007/10/lettera-pipetta.html
 I priore di Barbiana, come nel suo stile, non susa molti giri di parole, bisogna bandire l'idea di potere, la politica non deve perseguire il fine di conquistare il potere. Il primo passaggio per farsi ammaliare dall' "immondizia della storia degli umani", è proprio quello di delegare, attraverso il voto, ad una persona o ad un partito, la propria forza, la propria libertà, i propri sogni. Anch'io da giovane ho militato in un movimento politico cittadino, faccio i conti con la mia storia, e in quel momento preciso, eravamo in piena guerra di mafia a Reggio Calabria, alla fine degli anni ottanta, quella mi sembrava la scelta più giusta. Non rinnego, ma ho sedimentato e tratto esperienza da quella stagione; nessuno dei grandi cambiamenti della storia è passato attraverso le urne. Senza scomodare le grandi rivoluzioni, basti pensare ai diritti dei lavoratori, al cambiamento della scuola, ai diritti delle minoranze, alla lotta contro la segregazione razziale, alle lotte contro il nucleare o nessuna di queste conquiste è arrivata tramite le elezioni, ma solo attraverso una mobilitazione popolare, diffusa e radicata, fuori dalle istituzioni e dai governi. Pensate se Gandhi, Nelson Mandela o Martin Luther King avessero dovuto aspettare le urne.....tra l'altro tutte lotte saccheggiate in Europa dai partiti riformisti e legati alle sole vicende parlamentari. Molti cittadini pensano che il voto sia un diritto, oltre che un dovere, e che votando hanno compiuto un atto politico, salvo poi attendere cinque anni con le mani in mano che gli eletti cambino la loro vita, la società, il mondo. Credo diversamente che la politica sia quella che si fa tutti i giorni; sul posto di lavoro, in famiglia, nelle scelte quotidiane dobbiamo praticare e vivere il cambiamento, a partire da se e dalle relazioni che instauriamo con gli altri. Forse non ce ne accorgiamo ma dopo le elezioni, i conflitti nella società permangono e noi spesso rimaniamo ignari e inerti attendendo la prossima tornata messianica.
Mi dispiace anche questa volta: "non soffocherò i miei sogni e le mie lotte nell'urna elettorale"!
Del resto conosco già l'esistenza di una società più giusta, sentite cosa dice Jack Nicholson:

23 commenti:

  1. tutto giusto, ma mentre aspettiamo un leader rivoluzionario, che si fa?

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    1. non dobbiamo attendere nessun leader ma ognuno di noi deve nel proprio piccolo impegnarsi e cambiare....le attività sono moltissime: boicottaggio, referendum, controinformazione, azioni nonviolente, scioperi....

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    2. Io non so quanti anni tu abbia, ma io che ne ho diversi, ricordo che quando si scioperava c'era una collaborazione che nei giovani d'oggi, non trovo.
      Non c'è collettivo.
      In Francia, quando scioperano sono coesi.
      Qui, invero, ognuno sciopera con i quattro gatti della propria categoria.
      Finchè saremo così attaccati alle nostre vicende personali, sarà una battaglia persa in partenza

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    3. io ne ho 45...non dico di chiudersi nel personale, ma di partire dal personale, perchè fino a quando uno delega anche il proprio impegno, allora si che ci ritroviamo quattro gatti, che tuttavia preferisco alla "malattia della maggioranza".

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  2. Credo tuttavia che il non voto sia la peggiore delle soluzioni
    e che anche se è vero che la politica si fa tutti i igorni, mi permetto
    di aggiungere che la politica si fa anche tutti i giorni ma non solo
    fuori dalle istituzioni.
    Credo che, seppur vero che i grandi cambiamenti della storia sono
    avvenuti fuori da contesti elettorali, è anche vero che bisogna contestualizzare
    quelle esperienze e consegnarle alla storia ed essere realisti nel dire che il vero cambiamento si possa attuare soltanto provando a cambiare da dentro.
    se non si vota non si ha neppure il diritto di lamentarsi.
    saluti,
    Giuseppe Falcomatà

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    1. chiedo scusa per l'intromissione, ma mi sorge spontanea la domanda: è giusto votare il meno peggio solo per esprimere una preferenza che preferenza non è?

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    2. @Peppe Falcomatà il primo snodo è la persona; io nel corso degli anni di persone impegnate in politica ne ho conosciuto una sola veramente disinteressata, impegnata e votata al servizio della gente.
      Un pò poco in confronto alle delusioni, i tradimenti, i voltagabbana, i fedeli alla poltrona e ai padrini che ho conosciuto.
      Rispetto la tua scelta, ma non credo che i cambiamenti ieri come oggi e come domani possano venire dal palazzo, da dentro al limite si può vigilare, controllare ma non cambiare, al limite solo in maniera gattopardesca. Io non votando non mi lamento, al limite protesto, cerco di fare strada, con chi in quel palazzo non entrerà mai, senza farmi strada.

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  3. Caro Cirano, so che sarà dura anche stavolta percorrere la strada verso il seggio.Ma forse, fra due mesi, un'alternativa,o due, le avremo. Forse non saranno perfette, ma è l'unico modo per scrollarsi di dosso o almeno arginare questa massa di fanfaroni e tagliagole che ha ridotto l'Italia a un cumulo di macerie.

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  4. Ho letto tutte le argomentazioni,e, credimi, non è facile esprimere un parere che non sia privo di dubbi..In sostanza è vero quello che dici a proposito dei grossi cambiamenti sociali, avvenuti tutti al di fuori delle urne ma è anche vero che dobbiamo trovare persone di cui fidarci per l'ordinaria amministrazione, una gestione che non sia scellerata dei beni e dei servizi pubblici.Qualcuno deve pur farlo..Questo la democrazia ce lo consente, a prescindere dai grossi cambiamenti epocali. E' anche vero che guardando il panorama politico italiano, non trovo nessuno all'altezza di guidare il paese in questo momento..

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  5. Ringrazio per la citazione, aggiungo che nella mail, ti consigliavo di votare Rivoluzione Civile, e ti invitavo a diffondere il messaggio. Dico questo, per onestà intellettuale, perché amo non nascondere nulla e apprezzo molto chi si dichiara senza giri di parole, per un partito o per un'idea, anche se diversa dalla mia. Non amo chi dice "sono tutti uguali, litigano, non ci capisco nulla...". Io non ho mai avuto dubbi su chi votare, a volte mi sono astenuto (a certi ballottaggi tra coalizioni schiacciate al centro, quindi, per me, a destra), a certi referendum per farli fallire (però, sono contro il quorum). Come ho detto da altre parti, credo che il voto sia una dichiarazione d'amore, poi, l'amore, va sostenuto con manifestazioni, lettere, blog, opere, missioni ... chi ne ha, più ne metta. Non esiste un governo amico, e la vera rivoluzione è permanente. Il peggio risultato sarebbe avere Pd e Monti al governo (come accadrà), con Berlusconi unica opposizione. Faranno dell'Italia un deserto, più e peggio di quello che ha fatto Berlusconi nel sul ventennio, e Monti (con Berlusconi e Bersani accanto), in questo pessimo anno, nel quale ha concluso l'opera di Berlusconi. Per questo voto e invito a votare Rivoluzione Civile. Ripensaci. Poi ritorna a fare casino dove e come vuoi ... anzi, più di prima.

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    1. Caro Alligatore,
      Pasolini sosteneva che l'impronta politica si forma in un sol attimo nel cuore di ognuno di noi; a me capitò la prima volta che con gli scouts entrai in un manicomio. Quindi anch'io non ho avuto mai dubbi da che parte stare, ma ho cambiato nel tempo gli strumenti; sono certo della buona fede di molti candidati, ma già in passato ci sono state nobili figure in parlamento, penso a Corrado Stajano o Franca Rame, e il massimo che hanno potuto fare è stato quello di votare con un pulsante e partecipare a noiose sedute di commissione. Il resoconto della loro esperienza è ampiamente negativo come gli stessi raccontano.

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    2. Quelli di Stajano e Rame sono due episodi (grandi personaggi nel loro lavoro, non è detto siano anche capaci di essere grandi in parlamento). Io guardo ai movimenti, che con Rivoluzione Civile potranno trovare una degna rappresentanza. Vedrai che Ilaria Cucchi farà grandi cose.

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  6. Cirano sempre conciso preciso e chiaro......
    La lotta è veramente ardua questa volta e le nostre menti vagano solo nel nulla!
    Peccato!

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  7. Cirano scusa la mia curiosità , ho fatto qualcosa di male.....detto qualcosa di spiacevole ?
    Sono dispiaciuta che tu abbia tolto la tua iscrizione dal mio blog , ci tenevo parecchio, ma non sempre si può ottenere ciò che si desidera-
    Comunque grazie!

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  8. Mi dispiace che la pensi così, credo anche io, come Ally, che questa volta, una scelta ci sia, e sia quella di Rivoluzione Civile che voterò pure io. Ripensaci amico, poi continua pure le tue battaglie dove e come credi. Anche, ma non solo per i candidati Ilaria Cucchi, Gabriella Stramaccioni di Libera, e molti altri ...

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  9. Grazie Cirano per il tuo commento...manca solo un ultimo sforzo ..la tua unione al sito..
    Noiosa ?
    Si, molto quando tengo tanto a qualcosa....
    Perdonami amico mio!

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  10. Ciao Cirano io voterò il mio partito, comunque le rivoluzioni è vero che non passano per le urne ma la borghesia lascia questo strumento e quindi per questo voto il mio partito che non è borghese.
    Alla prossima.
    PS: Ci tenevo a lasciare la mia "testimonianza" :)

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    1. Hai fatto bene! Questo è uno spazio di libertà come quello di tutti i blogger...

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  11. Caro Fabio, rispetto incondizionatamente chi non va a votare! Proprio per le sacrosante ragioni che citi, fare politica veramente è tutta un'altra cosa. Ho diversi amici che non votano. Io a votare ci andrò! Ci andrò perché alla fine è quello a cui ci hanno portato, lottare per evitare le catastrofi. Certo con un quadro politico del genere più catastrofe di così non c'è...ma sinceramente vedermi davanti alle scatole ancora il cavaliere o il professore mi fa star male fisicamente! Bersani non mi piace, come non piace a tanti, anche se ha finalmente ricominciato a parlare di lavoro (era ora!) e non credo che lo voterò. Ma almeno, come disse Gaber, credo che sia una brava persona, contrariamente agli altri due. E probabilmente starei un po' meno male se il premier fosse lui. Tuttavia la lotta, come dice Diego, sta anche nel fare entrare in parlamento qualcuno che ci possa rappresentare, e Ilaria Cucchi credo che possa. Detto questo, non cambiare Fabio e resta quella brava persona che ho conosciuto in questo luogo e che mi piace molto! :)

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    1. Grazie Nico per le tue parole, per quello che scrivi ed in particolare per lo stile con cui lo scrivi; in rete è difficile trovare queste doti ed io con questo piccolo blog ed i miei fedeli lettori m'illudo che anche nella rete oltre che nel mondo reale ci debba essere rispetto, confronto, crescita. E' quello che cerco anche di fare passare a scuola ai ragazzi per "lasciare il mondo un pò migliore di come l'ho trovato"! A queste scelte sono arrivato da "vecchio" dopo un lungo e travagliato percorso, e sai che noi in riva allo Stretto siamo un pò testardi. Sono certo che al di là del giorno delle urne, con Diego, con Te, con lo Zio Scriba e altri, magarri solo l'1% saremo dalla stessa parte della barricata, quella del torto.

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    2. Grazie a te, è un piacere aver conosciuto qui una bella persona che abita dall'altra parte dello stretto, dove ho vissuto durante l'Università e per tantissime estati! E il piacere sarà maggiore la prossima volta che verrò a Messina, quando cercherò con forza di farti passare in Piedi dal vivo! Sempre dalla parte del torto...

      "Venitemi a trovare,
      correte a perdifiato,
      per voi ci sarà sempre
      il mio cuore incantato!
      Venitemi a cercare
      nel mio arcobaleno privato,
      tra il colore del futuro
      e quello del passato."
      --- Dalla parte del torto (Lolli)

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  12. caro fabio, ho trovato finalmente il tempo per poterti commentare. come si fa a non condividere la tua idea? è sacrosanta la tua poca disponibilità ad accordare il voto a gente che vive lontana anni luce dalla nostra allucinata realtà. la cosa che mi spinge al voto è spesso la rabbia che mi prende quando penso che un branco di pecore debba decidere anche della mia sorte politica! e tutte le volte mi turo il naso e voto colui o coloro che mi sembrano più vicini alla mia idea di politica e di mondo. che poi ci siano le inevitabili delusioni, questa è una considerazione che tengo sempre in conto... vedremo quel che succederà a breve. mi sono cari i tuoi commenti da me, hombre vertical! :-)

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    1. Grazie per la tua riflessione, dettata anche dall'esperienza che più volte ho vissuto anch'io; tentiamo di rimanere con la schiena dritta!!

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