domenica 26 febbraio 2012

Ferrovie locali: non perdiamo l'ultimo treno!!!

C'era una volta la prima tratta ferroviaria d'Italia, la Portici-Napoli, inaugurata nel 1839 su doppio binario che correva con locomotiva a vapore per oltre 7 km.
Si ma c'era il re e poi smettiamola con questa retorica meridionalista.
Allora riprovo. C'era una volta in Calabria la Littorina, un piccolo treno a scartamento ridotto in grado di inerpicarsi dal mare alla montagna, superando le asperità della Sila e inoltrandosi tra le foreste di ulivi della piana di Gioia Tauro.
Si ma era il 1936, e poi si chiamava in quel modo in onore di Mussolini, roba dell'altro secolo.
Insomma se accostiamo le cartine delle linee ferroviarie presenti al Sud ed in particolare in Calabria, ci accorgiamo di un silenzioso ed inesorabile impoverimento subito nel corso di meno di un secolo che ha cancellato la mobilità pubblica, finendo per incrementare il trasporto gommato, privato, inquinante ed altamente costoso.
Il tutto rispondendo  unicamente alla logica del profitto, il tutto a danno dei cittadini.
Secondo un recente studio dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, infatti, costruire un chilometro di linea ferrata costerebbe 10-15 milioni di euro, a fronte dei 30-40 che ci vogliono per un chilometro di autostrada.
Se poi pensiamo alla situazione della Salerno-Reggio Calabria ci rendiamo conto dello spreco perpetrato in questi ultimi quarantanni.
L'ultimo taglio in ordine di tempo, settembre 2011, ha riguardato il tratto della piana di Gioia Tauro e le linee ferroviarie della Calabro-Lucana, un'azienda del trasporto locale, che usufruisce del contributo pubblico e che offre anche il trasporto con servizio autobus.
Senza aver mai speso un soldo per lo sviluppo della tratta, la littorina collegava decine di comuni, servendo un bacino d'utenza di oltre centomila abitanti.
Molti lavoratori sono ora in mobilità, altri rischiano il posto, la politica istituzionale, come al solito si sveglia tardi.
Stavolta però si sono mobilitati i cittadini e le associazioni.
Dopo oltre un anno di incontri, manifestazioni e studi, hanno approntato un piano di rilancio per un trasporto sostenibile e pubblico, migliaia di firme raccolte con una petizione sono state consegnate alla Regione Calabria.
Basterebbero appena 6 milioni di euro per riattivare il servizio e rilanciarlo.
Del resto l'importanza delle ferrovie locali la si può vedere riconosciuta in altre esperienze europee; come documentato dallo studio del prof. Domenico Gattuso,  docente di ingegneria dei trasporti,in Spagna, in Svizzera, in Francia questo tipo di trasporto oltre ad essere un efficente mezzo di trasporto che offre un servizio pubblico eccellente, è diventato anche un volano per il turismo.
Non perdiamo l'ultimo treno mobilitiamoci per salvare questa risorsa.
Per approfondire suggerisco il blog competente ed appassionato in materia:  http://ferrovieincalabria.blogspot.com/
Il treno delle ferrovie locali svizzere che arriva fino a St. Moritz




4 commenti:

  1. Sì, non si capisce cosa sia successo alla società italiana, quale siano i ragionamenti della classe dirigente ... forse classe dirigiente non è il termine giusto: direi classe digerente.

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  2. Ti ringraziamo infinitamente per averci menzionato, Cirano!!!!
    E che tristezza a rivedere la mappa dei progetti delle FCL con le linee costruite e quelle mai compiute...l'avrò scrupolosamente esaminata 1000 volte, ma è pur sempre triste... mah!! :(
    Ciaooo!!!!

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  3. Rosanna Giovinazzo26 febbraio 2012 22:22

    Non si comprendono queste scelte scellerate. La littorina! Ricordi, soprattutto di quand'ero bambina, di quando mio papà mi svegliava presto perchè dovevamo prendere la littorina per arrivare a Gioia Tauro e poi, da lì, prendere il treno per Reggio. Rumori, quelli del suo passaggio, mi affacciavo al balcone ed era lì ad un palmo dal mio naso...l'amata littorina. Oggi, paesaggio spettrale, quello delle stazioni abbandonate. Eppure, potrebbe rappresentare la soluzione del problema trasporto nella Piana con una sua riqualificazione: metropolitana di superficie, con corse continue, almeno una ogni 15-20 minuti, e con vantaggi enormi per lo sviluppo socio-economico del territorio.

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  4. Il Sud dell'Italia è trascurato, incredibilmente ignorato per quanto riguarda un numero di servizi che ancora (non si sa per quanto) esistono al Nord.
    Durante il fascismo di Mussolini si diceva che i treni erano in orario.
    Ora, i treni non sono in orario, addirittura non ci sono.
    Mi sembra di avere letto che anche nel milanese siano stati ridotti i treni per i pendolari.
    Un caro saluto,
    Lara

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