mercoledì 1 febbraio 2012

Blogger: liberiamoci della censura degli stati!!!!!

E' già in atto da qualche mese, ma la notizia è venuta a galla solo dopo che il sito Techdow.com ne ha dato notizia: la censura voluta dagli stati incombe anche su Blogspot la piattaforma  di Google.
Infatti, chi visiterà un sito ospitato dalla piattaforma più famosa della rete,   verrà reindirizzato su una pagina diversa a seconda del suo paese di provenienza.
Sono a tutti note le pressioni di paesi come la Cina, gli Usa, Cuba o la Russia.
Per Google si tratta di una mossa volta a minimizzare l'impatto di eventuali richieste di oscuramento o di rimozione dei contenuti da parte delle autorità locali.
Già da qualche settimana una strategia simile è stata messa in atto da Twitter; gli stati paura anche di un "cinguettio" si dirà, paura di un post o magari di un commento.
E' la strategia di sempre ; una volta  si chiudevono i giornali, si censuravano gli scrittori e si spiavano gli intellettuali, oggi che tutti questi processi si sono spostati sul web vogliono indurre i colossi di internet a piegarsi ai loro sporchi metodi polizieschi.
Bisogna mobilitarsi, non solo per noi, ma per tutti quei dissidenti che utilizzano un semplice blog per contrastare tirannie e dittature, per scrivere quello che nei media ufficiali non si può, non si vuole o non si deve scrivere.

14 commenti:

  1. Due cose: 1) adesso mi informo da studiosi seri della rete - persone che vi fanno ricerca sopra da anni, tipo il Larica - e cerco di capire, perché anche la soluzione di aggiungere un codice per il re-direct in 'paese non localizzabile', che ha ipotizzato google per 'difenderci', comunque mi sembra una soluzione parizale e censurabilissima (ovvero gli specifici paesi che poco amano la critica e il dissenso potrebbero fare che impedire il raggiungimento dei blog non geolocalizzabili) e quindi è vittoria di Pirro e 2) da tempo sto meditando migrazione su noblog.org perché se ciò che dico non piace e qualche politico pensa bene che debba essere censurato (poi in realtà io non credo di rischiare la censura, ma tant'è: sono anarchica e solidale con chi si spinge più in là di me nella durezza della critica), tanto vale scegliere io il mio spazio di libertà e di parola - con tanto di certificato che come lettore ti avverte con la sagomina dello sbirro che "stai raggiungendo un sito rischioso". E i nostri blog SONO RISCHIOSI, perché ricordano le cose buone, belle, forti e sane della vita per cui vale la pena combattere ;-)

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  2. non bastavano le visite della polizia ora ci si mette pure google; io spero in una retromarcia altrimenti è un regalo a chi vuole imbavagliare la rete.

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  3. Il link esatto è questo
    www.noblogs.org
    e questo il manifesto
    http://www.autistici.org/it/who/manifesto.html

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  4. Grazie Cirano, non lo sapevo e vedrò di fare qualcosa per pubblicizzare questa notizia.
    Un caro saluto

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  5. Pensavo che la libertà di espressione fosse ormai un diritto acquisito, ma noto con disgusto che, stiamo ripercorrendo all'indietro alcune tappe importanti a suo tempo raggiunte con fatica..Ma tantè: un motivo di piu' per organizzarsi e battagliare..

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  6. @ mr. hyde....del resto si lotta perchè non se ne può fare a meno....

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  7. Le ultime due righe del commento di Minerva mi hanno fatto morir dal ridere! Eccerto, rischiosissimi semu! Anche se non ci sarebbe nulla da ridere Cirano! Siamo alle solite! Una vera schifezza...

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  8. @ nico...certo noi con i nostri piccoli blog non possiamo modificare politche e assetti, ma sotto le dittature la rete è pericolosa per gli oppressori.

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  9. @Nico: prima di ridere e poi piangere pure (ché la tua non è la risata che seppellisce l'interlocutore, ma quella di chi ha già perso tutto) fermati a pensare un attimo, per favore :-)
    Lungi da me l'ipotesi che noi si possa influire in qualche modo sulla politica o sugli assetti globali del capitale, non sono una deficiente povera illusa - non credere :-)
    MA se ci sono un tot di persone che - insieme - promuovono una critica continua alle strategie di manipolazione mediatica (operate a nostro danno dalla politica e ai poteri forti) con
    - l'idea che non sia colpa nostra se la vita non va come vorremmo malgrado il nostro impegno
    - così come che si può cercare di sottrarsi alla dittatura ritagliandosi spazi di autoproduzione/gestione/baratto
    - e infine che la nostra felicità non dipende da quanto compulsivamente acquistiamo ciò che la propaganda del sistema capitalistico vuole venderci ma da altri elementi (le relazioni, il piacere di coltivare le nostre passioni, la condivisione di pensieri e conversazioni) che sono gratuiti,
    forse un po' di quegli assunti per i quali ora come ora siamo *complici* di quel sistema che ci disgusta le iniziamo a sgretolare, eh?
    Se io porto una sola persona dalla mia parte e questa ne porta un'altra e via dicendo (che poi in realtà non va così: è un effetto non a catena, bensì a cascata), pensi proprio che non contiamo così nulla? Se ci sottraiamo dalla complicità verso quel sistema e promuoviamo alternative proprio di soddisfazione di vita, non pensi che qualcosa (almeno nelle nostre vite personali) potrebbe migliorare?

    Io sì, e comunque sia preferisco non ridere, né piangere. preferisco reagire, e stare bene - se possibile essere addirittura felice. E' la mia/nostra vita di cui stiamo parlando, col cavolo che accetto d'essere sconfitta - se non ho dettato io le regole e le condizioni per sentirmi tale ;-)

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  10. @Nico: prima di ridere e poi piangere pure (ché la tua non è la risata che seppellisce l'interlocutore, ma quella di chi ha già perso tutto) fermati a pensare un attimo, per favore :-)
    Lungi da me l'ipotesi che noi si possa influire in qualche modo sulla politica o sugli assetti globali del capitale, non sono una deficiente povera illusa - non credere :-)
    MA se ci sono un tot di persone che - insieme - promuovono una critica continua alle strategie di manipolazione mediatica (operate a nostro danno dalla politica e dai poteri forti) con
    - l'idea che non sia colpa nostra se la vita non va come vorremmo malgrado il nostro impegno
    - così come che si può cercare di sottrarsi alla dittatura ritagliandosi spazi di autoproduzione/gestione/baratto
    - e infine che la nostra felicità non dipende da quanto compulsivamente acquistiamo ciò che la propaganda del sistema capitalistico vuole venderci ma da altri elementi (le relazioni, il piacere di coltivare le nostre passioni, la condivisione di pensieri e conversazioni) che sono gratuiti,
    forse un po' di quegli assunti per i quali ora come ora siamo *complici* di quel sistema che ci disgusta li iniziamo a sgretolare, non pensi?
    Se io porto una sola persona dalla mia parte e questa ne porta un'altra e via dicendo (che poi in realtà non va così: è un effetto non a catena, bensì a cascata), se ci sottraiamo alla complicità verso quel sistema e promuoviamo alternative proprio di soddisfazione di vita, non credi che qualcosa (almeno nelle nostre vite personali) potrebbe migliorare?

    Io sì, e comunque sia preferisco non ridere, né piangere. Preferisco reagire, e stare bene - se possibile essere addirittura felice. E' la mia/nostra vita di cui stiamo parlando, col cavolo che accetto d'essere sconfitta - se non ho dettato io le regole e le condizioni per sentirmi tale ;-)

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  11. @ Nico e Minerva, fra i miei blogger preferiti....sono contento che sia sorto un confronto, del resto questo spazio nasce anche per questo contro ogni forma di omologazione, leggo c'è una convergenza. Infatti, Nico non mi sembrava rassegnato di fronte all'ennesimo tentativo di censura posto in essere da governi e stati, è una lotta di Davide contro Golia, ma come sottolinea Minerva vale la pena di combattere sempre e comunque anche con un piccolo blog libero.

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  12. non sapevo che blogger/Google prestasse pure a questo gioco... del resto la mia fiducia sui metodi "imparziali" di Google è già piuttosto critica

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  13. @rita, purtroppo google ha fatto in tal senso un'omologazione verso il basso, avvicinandosi ad altri potenti della rete come Yahoo o FB e di recente Twitter; dovrebbe invece differenziarsi, preferendo gli utenti agli stati!!

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  14. Che ingenui siete. Tutti ste servizi non sono altro che possesso e strumenti dell'oligarchia mondiale. - SVEGLIATEVI INGENUI !

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