martedì 6 dicembre 2011

Non partono più i Treni per Reggio Calabria.

Giovanna Marini ne cantò la speranza operaia degli emigranti che ritornarono nel 1972 per espugnare la Reggio del "boia chi molla".
Avevano nomi roboanti a dispetto della loro lentezza sferragliante e delle decine di  ore di viaggio per raggiungere le mete più svariate lungo la penisola: Freccia del Sud, Rapido Peloritano, Treno del Sole.
Sono i treni che per oltre cinquantanni hanno collegato il Sud al Nord Italia, favorendo gli scambi, la mobilità pubblica, l'emigrazione i sogni più lontani.
Dal prossimo 12 dicembre i treni notturni, che dalla Sicilia arrivavano in Lombardia, in Piemonte, in Veneto, non ci saranno più.
Niente più vagoni letto, cuccette e sedili allungabili per trascorrere alla meno peggio la notte in treno ed arrivare da un capo all'altro del paese.
Con loro spariranno i posti di lavoro del personale viaggiante.
Le Ferrovie, da anni non più dello "Stato", ma privatizzate tagliano i rami secchi e tutto l'interesse di Moretti e soci è indirizzato sulle tratte dell'alta velocità fra Roma e Milano.
In quei lunghi treni affollatissimi nelle seconde classi con posti a sedere in molti abbiamo ricercato una fuga, un viaggio lontano dal disagio, anche solo per un interail; in molti abbiamo dormito sui portabagagli o lungo i corridoi nelle trasferte al seguito della squadra del cuore; in molti hanno inseguito sui "treni speciali" anche l'idea di una società più giusta andando alle manifestazioni.
Da domani però quei treni non partiranno più. Leonida Repaci sosteneva in una delle sue opere, che "il Sud era  ad un binario morto", oggi anche quel binario non esiste più!!

9 commenti:

  1. Particolari tristi di un paese che perde i pezzi come in un puzzle montato al contrari...fin quando rimarrà l'ultimo tassello.

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  2. Terribile, ma vero

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  3. Terrificante e assurdo. Stanno tagliando l'albero dalle radici anziché potare i rami secchi...

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  4. Alcuni passavano dalla mia città ed ora mi sono persa l'occasione di prenderli per raggiungere qualche meta di vacanze lontana. Peccato.

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  5. Stamattina ho letto questa notizia; aboliti tutti i treni che hanno fatto la storia.
    Si va sempre peggio e il futuro diventa un enigma.

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  6. Pazzesco Cirano, leggere questa cosa assurda e vergognosa mi fa risalire il sangue al cervello per mille motivazioni..questi operai buttati fuori da un giorno all'altro, il fatto che io di questi treni Messina-Roma ne ho presi talmente tanti da non ricordarmelo più, quelle cuccette che mi salvavano la vita proprio perché da seduto non sono mai riuscito a dormire. Vergognoso, ed è dire poco...ma d'altra parte come diceva Angie sappiamo da dove arrivano questi tecnici...

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  7. tagliano anche la storia questi...

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  8. I soldi per i Bertoladri però ci sono sempre!
    Regalate e regalatevi il libro del 2010: Protezione Incivile, edizioni BUR, di P. Messina

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