giovedì 17 marzo 2011

Fausto e Iaio vivono! 18 marzo 1978 - 18 marzo 2011

Che idea morire di marzo, lascio un pezzo di vita e riparto più forte nella lotta, invidiavo i tuoi diciannove anni, ora me li sento addosso di più. E questa foto tua, che guardi lontano, un po serio. Se te la facessi vedere ora, ti metteresti pure a ridere dicendo che non era venuta bene, che in fondo non eri proprio tu. E tu, Iaio, dov'eri? Mi tornano in mente tutte le leggende antiche dei greci, quando i vivi si mettono a parlare con i morti. Poi non è più successo. La gente ha iniziato a dire che erano dei pazzi, che era meglio lasciare perdere. Perché bisogna dire che la tua è una morte politica dimenticando chi era Iaio? O dire solo che eri Iaio e dimenticare tutta quella gente sotto il sole e il vento di Milano con le montagne dietro? Sono qua, seduta su un foglio dove scorre l'inchiostro e mi appare il tuo viso, dolce, allegro. Sono fra mille persone, ognuna è diversa ma ognuna sei tu. Ti vedo in ogni corpo, ti sento in ogni voce, ti cerco in ogni strada. E poi, nell' allegria dell'inchiostro ti ritrovo e ti bacio. Adesso il tuo viso non è più trasparente, adesso ti posso accarezzare, il tuo sorriso è caldo e vicino, i tuoi occhi chiusi sono davanti ai miei. Ti ho con me e domani ti porterò, ti rivedrò in ogni viso, ti cercherò altre volte, nellallegria di un sorriso: per poi tornare ad avvolgermi nella felicità di ritrovarti ancora con me. Di te conoscevo solo i sogni, il tuo sorriso, i tuoi libri, avevo visto solo i tuoi grandi occhi e la musica cheavevidentro,non ricordo le tue mani, non so chi amavi, di me non conoscevi niente, non volevo scoprirmi. Solo falsità e come vorrei avere i tuoi pensieri verso un cielo stellato e una luna che ha visto e sentito o verso un selciato sporco e una strada buia.
Puoi sentire quello che non ti ho mai detto?

(bigliettino anonimo lasciato in via Mancinelli, 1978)

4 commenti:

  1. Una pagina nera di storia italiana

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  2. Una tristezza infinita, già, proprio nera...

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  3. Anche questa è una delle ennesime storie italiane di cui vergognarsi, ogni italiana-o che si ritiene democratic* dovrebbe vergognarsi, invece tutto passa, tutto in italia passa, o almeno tutto ciò che è male.

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