sabato 4 dicembre 2010

Reggio Calabria: ateneo, studenti e docenti, la difficile partita della Mediterranea

Molti non sanno, o non ricordano, che nemo di quarantanni fa un giovane calabrese che voleva intraprendere  gli studi, aveva come unica possibilità quella dell'emigrazione intellettuale. Messina, Salerno, Bari erano le città universitarie più gettonate al tempo. Con la nascita dei tre grandi poli universitari, anche la Calabria ha colmato nel tempo questo divario, offrendo ai molti giovani un diritto fondamentale quello dell'istruzione, della conoscenza e della ricerca. L'Unical di Cosenza, la Magna Grecia di Catanzaro e la Mediterranea di Reggio hanno raggiunto spesso punte di eccellenza delle quali forse poco si parla. Con questo non voglio nascondere i numerosi problemi con i quali docenti e studenti si devono confrontare, ma di recente il "tiro all'università" sembra lo sport preferito dall'informazione distratta e cronachistica. Alla Mediterranea in particolare, lo scandalo del giovane studente del clan mafioso, agevolato nel sostenere esami, ha silenziato le buone notizie, perchè come tali non fanno notizia. Fimalmente il polo universitario reggino batte un colpo, si schiera nella protesta e contesta il rettore Giovannini reo di voler aumentare le tasse; nella speranza che queste non vadano ad alimentare gli studi del  Ponde sullo Stretto, del quale il rettore è divenuto acceso sostenitore....miracolo della nuova giunta regionale.
Gli studenti si sono svegliati, e con loro molti docenti, del resto il ministro avvocato Gelmini un merito lo ha conseguito, come nelle scuole, nelle università i  giovani non sono contro i loro insegnanti, ma insieme nella difesa dei loro diritti.

Notte di protesta alla facoltà di Ingengneria: Università Pubblica in Via di Estinzione!

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