giovedì 9 dicembre 2010

90° anniversario dell'eccidio del Canneto. Un'altra strage di stato dimenticata.

“Il nostro è un paese senza memoria e verità,ed io per questo cerco di non dimenticare”  (Leonardo Sciascia)

"Si ricorda e si lotta perchè non se ne può fare a meno"; così parafrasando uno degli insegnamenti del mio amico Beppe Slaviero, voglio incominciare questo post. Il nostro è un paese senza memoria. Si vive in un eterno e consumistico presente senza alcuna prospettiva futura e cancellando sistematicamente ogni forma di memoria collettiva e civile. Oggi sono novantanni dall'eccido del Canneto Sabino, una di quelle storie  che non trovano posto nei manuali di liceo e dell'università, una di quelle storie che tuttavia ha contribuito nel Lazio, come nelle altre regioni d'Italia, a scrivere una pagina di dignità dell'uomo per l'emancipazione  nel mondo del lavoro.
Il 10 Dicembre 1920 , durante una manifestazione, undici braccianti venivano uccisi dal fuoco dei fucili dei militari della regia Arma dei Carabinieri e tredici persone gravemente ferite. I braccianti rivendicavano l’attuazione dei patti colonici che avrebbe garantito un alleggerimento della situazione di sfruttamento, all’interno della quale tali uomini e donne erano costretti.
Si chiamavano Francesco Lazzaro, Giuseppe Giovannini, Angelo Perini, Leonilde Bonanni, Tullio Joschi, Antonio Di Marco, Luisa Turchetti, Marcello Vittori, Carlo Marini, Luigi Pandolfi, Vincenzo Salusesto di Luigi. Oggi li ricordiamo perchè lottare e ricordare danno un senso all'esistenza e perchè...non se ne può fare a meno.
per approfondire: http://eccidiocanneto.wordpress.com/

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