martedì 16 novembre 2010

Non rassegnamoci all'oblio.

Questo post è dedicato a quella"conventicola carbonara" di giornalisti, storici, scrittori che ogni volta che propongono qualcosa sui misteri italiani si sentono rispondere: "...ancora....Moro, Piazza Fontana, Bologna!!!!"

Ogni volta che capita l'occasione di ottenere giustizia sulla stragi perpetrate in Italia, la speranza accompagna l'attesa.
Si rileggono le carte, si riaprono vecchi libri consumati dalle glosse a margine e dalle  sottolineature; nomi, date, luoghi richiamano alla memoria illusioni passate e dubbi mai sciolti. Ogni volta però è sempre lo stesso copione: "il fatto non sussiste...tutti assolti", non è stato nessuno.Nessuno ha depistato, nessuno ha insabbiato, nessuno ha ucciso!!  Così è andata per Piazza Fontana, così per Ustica, così pochi minuti fa per Piazza della Loggia.  Tuttavia queste vite spezzate senza giustizia, questi frammenti della nostra storia mai ricostruiti, sono i fantasmi della nostra democrazia e non c'è alcun futuro senza verità e memoria. Lo dobbiamo a chi non c'è più, ai familiari delle vittime, ma soprattutto alle future generazioni spesso confuse e disorientate quando si affrontano questi argomenti.
Fabio Cuzzola

2 commenti:

  1. Camminavo per il Museo della Rivolta di Varsavia e sentivo un battito pulsante. E' il cuore del "muro", che batte per quelli che sono caduti e per quelli che ce l'hanno fatta.
    L'ho trovato bellissimo, quel suono costante e più forte di ogni altro, a ricordare. Per sempre.

    raggiodisole (heliantus@gmail.com)

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  2. “Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero” (Pier Paolo Pasolini, 14 novembre 1974).
    Penso che fino a quando il segreto di Stato sarà funzionale all’occultamento della verità, dovremo accontentarci della verità storica. Quella giudiziaria, di questo come di tanti altri episodi oscuri della storia nazionale, resterà un miraggio. È amaro ammetterlo, ma è così.

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