giovedì 2 settembre 2010

Per chi suona la campanella.

Puntuale con l'inizio dell'anno scolastico ritorna la conferenza stampa urbi et orbi del ministro della Pubblica Istruzione. Da quando occupa il dicastero di viale Trastevere non si affaccia al di là di palazzo Chigi per paura delle contestazioni che  la inseguono ai quattro punti cardinali del paese. Naturlamente è andato in scena l'ovvio, condito da un linguaggio iperbolico. "Riforma epocale", "merito", numeri  roboanti vomitati in serie senza alcuna possibilità di dissentire. La lunga ombra del ministro Tremonti si allunga sempre di più sulla scuola, con tagli alle risorse umane e strutturali.
Chiudono classi e sezioni, i piccoli comuni, in particolare al Sud non avranno più l'unico presidio civile che il terriorio possa offire loro: la scuola; oltre dodicimila docenti precari dovranno rimanere a casa dopo anni di supplenze e sacrifici. Quando suonerà la campana per questi ladri dei nostri sogni più santi?

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