martedì 28 settembre 2010

Cinque anarchici del Sud. Il viaggio continua.

 Quarantanni fa la tragica fine dei Cinque anarchici del Sud. Uccisi lungo l'autostrada alle porte di Roma, mentre portavano nella capitale materiale sul legame fra la 'ndrangheta e l'estrema destra coinvolti nella Rivolta di Reggio Calabria, frutto del lavoro di controinformazione condotto nell'estate del 1970.
In principio c'era il dolore dei cari e degli amici, una scia di sangue volutamente cancellata e la paura dei colpevoli.
La forza di non lasciare soli queste giovani vite spezzate ci fa compagnia ogni giorno, e dimostra per dirla con Albert Camus che gli anarchici: "  seppur vinti, non saranno mai soli."

Quella piccola, umile e inutile ghianda, come si è visto nel recente incontro di Frosinone, è diventata una giovane quercia alla quale ancorarsi in questi bui giorni di tempesta.
Chi ha scritto libri, chi ci ha fatto la sua tesi di laurea, chi ha scritto opere teatrali, chi ha fatto video e documentari, chi ha scritto canzoni, chi ha trovato la forza di raccontare e fare memoria per "quelli che passeranno", superando il dolore che schiaccia.
Gianni, Angelo, Annalise, Luigi e Franco il  loro viaggio continua, ora nessuna mano  assassina può fermare la verità e la sete di giustizia.

4 commenti:

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  2. Eppure la loro morte per la storia ufficiale è solo causa di un incidente.. spero che il suo lavoro e la divulgazione del suo libro, che ho letto, possano mettere tanti punti interrogativi a chi pensa di avere le idee chiare.
    con affetto da Firenze
    Giulio Filardo

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  3. Una storia davvero interessante come appunto il libro che la racconta. Anche io spero che il suo lavoro possa far capire che non si era affatto trattato di un incidente.
    Sono passati 40 anni e purtroppo questa realtà non è cambiata...
    Inoltre spero che il vostro libro sia anche un aiuto in più riuscire a cambiare qualcosa.
    con affetto
    la vostra alunna
    Roberta Laganà

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