mercoledì 22 settembre 2010

25 Settembre manifestazione contro la 'ndrangheta: non ci sarò... perchè....

In incipit una doverosa premessa, per sgomberare il campo da ogni dubbio:  Il Quotidiano della Calabria è il mio giornale! Ne sono un attento e fedele lettore sin dall'inzio, talvolta ho anche firmato degli articoli.
Le firme dei compianti Sandro Tito e Antonio Delfino, quelle di Matteo Cosenza, Paride Leporace, Peppe Baldessarro, sono state nel corso di questi ultimi lustri per me, un sicuro punto di riferimento.
Le critiche che muoverò non sono quindi rivolte ai promotori dell'iniziativa.
E' dalla metà degli anni ottanta che partecipo e spesso organizzo marce, manifestazioni, sit-in e fiaccolate.
Contro la mafia, per la pace, contro il nucleare, per la promozione e la difesa  dei diritti dei lavoratori, fino alle recenti lotte contro il ponte sullo Stretto, l'elenco sarebbe davvero lungo.
Avendo per lungo tempo militato nello scautismo cattolico dell'Agesci, ho avuto occasione d ivivere  momenti indimenticabili e formativi,  anche nel corso delle manifestazioni, basti pensare all'incontro con testimoni di pace come Danilo Dolci o Don Tonino Bello.
Non è stato mai facile, specialmente al Sud, schierarsi, mettere la faccia e spesso il corpo "on the road"; la mia prima foto segnaletica della Digos risala al 6 ottobre del 1991 in occasione della Reggio-Archi, che ancora oggi con i suoi trentacinquemila manifestanti rimane la più grande protesta contro tutto le mafie.
Oggi tuttavia mi sento di dissentire;  il clima è cambiato e con esso anche le strategie della 'ndrangheta. Tutti sono pronti a manifestare solidarietà quando ad essere nel mirino è un politico o  un magistrato, pochi  invece sono quelli che, anche nel silenzio, sono vicini alle vittime giornaliere della criminalità organizzata.
Penso ai commercianti sotto ricatto del racket, o a chi denuncia il sistema usuraio delle banche. Soli! E' difficile schierarsi  in maniera efficace se non si condivide tutti i giorni questa sfida. Le ondate emozionali a seguito di tragici eventi non hanno mai costruito nulla. Penso ad esempio alla modilitazione seguita dopo il delitto Fortugno, che puntualmente ha illuso molti giovani lasciando macerie. Non s'inventa un radicamento con una manifestazione. Essa diversamente deve essere un approdo, raccogliere i frutti di una lotta quotidiana. L'autunno caldo, le conquiste dei lavoratori, sono nate nei consigli di fabbriche, il '68 e tutti movimenti sono stati preceduti dalle assemblee. Quello che urliamo a gran voce nelle nostre manifestazioni dovremmo chiderlo ogni giorno sul luogo di lavoro, nelle associazioni, in parrocchia, nei sindacati, nelle isitituzioni.
A cambiare non saranno certo i criminali! L'impegno parte dal personale e deve raggiungere il livello politico. Dobbiamo tornare a seminare, il tempo del raccolto è lontano, e dobbiamo avere la pazienza e la profezia dei tempi lunghi, tanto cara al nostro nobile conterraneo Giacchino da Fiore.Il tessuto sociale a Reggio Calabria è intriso del sistema 'ndrangheta, molto di più di quanto si possa immaginare; l'economia sommersa, quella dei lavori in nero, quella parallela supporta e tien sotto scacco migliaia di cittadini e conviene alle istituzioni perchè dati ufficiali alla mano è possibile invece avere finanziamenti e decreti economici ad hoc. Nel 2013 l'UE cesserà l'erogazione dei fondi strutturali per il Sud, e la Calabria di strutturale non ha messo su niente, utilizzando spesso tali fondi come forme di reddito assistito.  Molti hanno parlato di "zona grigia", "boghesia mafiosa", per  primo il professore Perna, ripreso anche da Le Monde Diplomatique, ma non si tratta solo di una convivenza indifferente, le ultime operazioni, Meta e Crimine, hanno svelato altro. La 'ndrangheta a molti sta bene, a chi specula con l'antimafia e a chi si arricchisce magari solo facendo il prestanome. E non mi si venga a dire che "lo stato è assente, non c'è!"; chi mi conosce sa il mio pensiero di stato.....ce n'è troppo invece. Inutile e asfissiante con la sua burocrazia, la sua repressione che  immuntata nel tempo si ripete dal brigantaggio agli interi paesi in manette!  Commissioni parlamentari e regionali, nuclei e leggi speciali negli ultimi trentanni in Calabria, hanno sortito solo la cattura di qualche super latitante, puntualmente  nel frattempo rimpiazzato. Ma a Reggio non è più il tempo di "guardie e ladri". Bisogna chiedere agli inquirenti un salto di qualità. Accelerare i processi di sequestro e confisca dei beni mafiosi, passare dalle indagini contro "i mafiosi visibili" a quelle anche contro "quelli invisibili". A proposito, che fine ha fatto l'annunicata operazione Meta 2!?!??
 Ci sono pezzi consistenti di questo stato, dai servizi segreti a numerosi eletti nei consessi istituzionali, che sono intoccabili e pertanto, continuano impuniti a dialogare con le cosche, stringendo alleanze trasversali, depredano ed avvelenando il nostro territorio.
Molti di loro sfileranno sabato per le vie di Reggio, con i loro sorrisi di plastica, stringendo mani e offrendo caffè, incravattati e accoglienti con tutti.....si proprio tutti! Anche solo per un attimo, anche solo per una manifestazione, non voglio stare dalla loro parte!
Fabio Cuzzola

7 commenti:

  1. Condivido ogni singola parola, Fabio.
    Anch'io non ci sarò, per le stesse ragioni.

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  2. Condivido ogni singola parola, Fabio.
    Anch'io non ci sarò, per le stesse ragioni.

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  3. magari offriranno caffè presso bar intestati a prestanome dei mafiosi....chissa!

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  4. È stata una decisione sofferta, ma maturata dopo una riflessione di due giorni.
    L'appuntamento era con gli amci di "Reggio non Tace" ale 9.30 a p.zza De Nava e si era deciso di indossare delle magliette con il nome del gruppo, proprio in considerazione delle adesioni "pelose" di alcuni esponenti del mondo politico.
    Mi dispiace, ma non ci sarò. Le "adesioni" di partiti e associazioni continuano a rimbalzare tra le news dei media, l'antimafia delle chiacchiere è scesa in campo, per conquistare le prime pagine dei giornali.
    Mi chiedo dove erano questi signori quando si manifestava davanti alla questura la solidarietà alle forze dell'ordine, il giorno della cattura del "uomo di pace"? Dove erano quando al Cedir si esprimeva sostegno a Pignatone e ai suoi collaboratori?
    Ma d'altronde perché scomodarsi, considerato lo sparuto gruppo di cronisti! Non vi era certo il risalto mediatico di una manifestazione organizzata da un quotidiano!
    E allora, mi scuso in anticipo con chi parteciperà animato da sani ideali e principi, con quelli che hanno la coscienza a posto, ma io non ho alcuna intenzione di far parte della cornice di pubblico alla sfilata di politici dalle dubbie frequentazioni! Ho lo stomaco delicato, il puzzo di sterco mi disgusta.

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  5. salve prof. condivido in pieno le tue parole, e anch'io non sarò presente alla manifestazione.Ho perso completamente la sfiducia e noi giovani paghiamo le conseguenze di tutto quello che sta succedendo.Non conoscevo questo spazio e mi fa piacere ritrovarti, così ci sentiremo più spesso.un abbraccio

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  6. Ciao Prof, condivido anch'io la tua analisi su di una buona iniziativa che si è ormai snaturata. Quando per compagni di strada rischi di avere certi nani politici e ballerine da quattro soldi è meglio stare alla larga. Rispetto tanta brava gente che sfilerà ma non mi va di confondermi con chi a Roma spara sulla magistratura e a Reggio lascia sparare sui magistrati. E state sicuri che domani di questi farisei con gonfalone al seguito o doppio petto d'ordinanza, alla ricerca spasmodica di una telecamera o di un microfono ce ne saranno tanti...Saluti dal Grifone calabrese

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  7. Anche io nopn posso che condividere il tuo pensiero Fabio. E questo non fa altro che raffornzare le mie convinzioni ion merito, che ho espresso anche sul mio blog: http://malarablog.wordpress.com/2010/09/23/i-professionisti-dellantimafia/

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