domenica 1 agosto 2010

La meglio gioventù.

Ci sono stati anni nei quali i giovani ambivano alla conquista del potere. La storia ci ha consegnato l'esperienza del '68 con le sue mille sfaccettaure che ancora stentiamo a leggere, ingabbiati come siamo dalla lente deformante dell'ideologia. E' certo che oggi nel nostro paese c'è una gioventù che non ho esitazione a definire: "migliore".
I giovani impegnati nei campi della legalità, i giovani in viaggio verso Compostela o riuniti in preghiera ecumenica a Taizè, i giovani   scout che "servono" i poveri o sono impegnati nell'educazione dei più piccoli.
Non a Ibiza, al villaggio vacanze, o alla Love Parade.
E' la storia di Livia, da sempre impegnata nello scautismo cattolico, due figli con sè al campo scout per una settimana, per far crescere  le future generazioni alla sequela dei passi di Francesco d'Assisi, nel rispetto della natura e delle diversità.
Come quelle di  Livia, cento storie che nell'Italia di oggi non fanno notizia, come sempre il bene non fa notizia, ma che tracciano sentieri da seguire e sui quali "quelli che passeranno" potranno dire:  questa è la meglio gioventù.
Fabio Cuzzola C.

3 commenti:

  1. Condivido, le storie di servizio gretuito sono quelle che non fanno rumore, ma meglio così forse.
    buona strada

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  2. Cresciuto nei grigi anni Ottanta, pensavo che quel maledetto decennio di yuppies e paninari fosse il peggiore, dopo la magia degli anni Sessanta e le lotte degli anni Settanta.
    Mi rendo conto, oggi, che non è così.
    25 anni di TV berlusconiana e berlusconizzata, con i suoi modelli culturali di calciatori, veline e tronisti, coca & mignotte, di mariadefilippi e amici, hanno lasciato il segno.
    Un segno profondo su una generazione.
    I ventenni di oggi non hanno neppure gli ideali flebili di noi ventenni degli anni 80. Considerano comodo vivere con mamma e papà, non hanno neppure il desiderio forte di emanciparsi e vivere la loro vita, fare esperienze avventurose e "pericolose". La musica e i libri non sono più parte fondamentale delle loro vite come era per le generazioni precedenti, ma solo (quei pochi che leggono e/o ascoltano dischi, pardon MP3) un piacevole sottofondo.
    L'impegno, la responsabilità il volare alto e immaginare un futuro se non migliore, almeno diverso, non appartiene più loro.

    E non possiamo nemmeno colpevolizzarli. Perchè la colpa non è loro, cresciuti come sono nel vuoto culturale....anche a sinistra.

    Una generazione è andata, perduta.

    Dobbiamo resettare e ripartire dagli adolescenti che, magari, hanno ancora una chance di pensare a un futuro migliore per se stessi e per il Paese.

    A noi, quarantenni, il compito di stimolarli, incuriosirli, invogliarli. Con l'esempio concreto (le parole servono a poco!) e gli input culturali giusti.

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  3. Un bravo alla migliore gioventù. Ma questo non devono essere eroi ed eccezioni. Bisogna creare condizioni economiche e psico-sociali per essere la normalità.
    Opinioni e credenze sonno molte volte in contraddizioni con fatti: Nel 68 le manifestazioni dei giovani per la libertà portavano le bandiere di Mao e Stalin. Molti pacifisti portano bandiere di Ernesto Che Guevara e non sano che preferiva la guerra atomica a missili russi fora di Cuba. Mi sembra che Berlusconi è stato il politico della storia d’Italia più chiamato di mafi0so e in pratica quello che ha fato di più in quello che è più intelligente ed efficiente. Subito dopo è arrivato Marco Travaglio con il “papello” che sembra un messaggio per non continuare se vuole avere figli vivi. Nella TV di Berlusconi ho visto per la prima volta critiche a importare una terrorista con onori di eroi nazionale solo perché terrorista contro USA. Non solo "25 anni di TV berlusconiana e berlusconizzata, con i suoi modelli culturali di calciatori, veline e tronisti, coca & mignotte, di mariadefilippi e amici, hanno lasciato il segno". A Rai3 ho visto questi giorni il padre de Carlo Giuliani a considerarlo un pacifista che con l'estintore voleva fermare la pistola...
    Nella TV più faziosa anti-Berlusconi, (Libera, SKY924), il conduttore più fazioso e di più informazione più parziale solo anti-Berlusconi, fa un grande discorso contro Canale5, Mediaset, Berlusconi, vergogna del giornalismo italiano, etica del giornalismo, carriera dei giornalisti e dei tabù che devono imparare. Secondo lui il primo tabù è non dire niente contro il proprietario. Immagino che la sua etica del giornalismo di una scuola tedesca sia molto differente della mia, di formazione al Portogallo, e non veda gli stessi programmi di Mediaset che vedo io. Lui prende solo il peggiore di Mediaset e di Berlusconi per fare generalizzazioni che mi sembrano esattamente il contrario della realtà. Non vede Tg5, Striscia la Notizia, Le Iene o Forum? Quante volte questi programmi sono contro Berlusconi, contro la sua politica? Quante volte questo giornalista ha detto un’informazione che sia favorevole a Berlusconi? Quanti giornalisti nelle TV di Berlusconi hanno fato carriera anche se critici di Berlusconi? Mentana, Costanzo, Antonio Ricci e tanti dei più influenti non sono dichiaratamente opposti e con una posizione critica a Berlusconi? Per me sono altri veri tabù dell’informazione italiana dei quali non parla: Giornalisti ammazzati come Tobagi, assassino condannato a meno di 3 anni mentre assassini di un ladro sono stati condannati a più di 30 anni, altri a vivere con la scorta.
    Molti credano che Berlusconi sia diventato Presidente per avere 3 rete televisive e controllare molta informazione. Io credo che la politica italiana fosse piena di burocrazie inefficienti e elettori hanno voluto in politica una persona che era stata efficiente da impresario. Credo che la sua TV fa molte volte migliore informazione e migliore servizio pubblico della Rai. Credo che l’oggettivo più intelligente di Berlusconi sia stato dimenticato per colpa di certa informazione, politica e giustizia con la priorità di eliminarlo con golpe bassi come D’Addario, 10 domande di Repubblica, mostri di prima pagina, popolo viola e banalità di grande potere populista.

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