sabato 24 luglio 2010

SOLDI E POLITICA

L'ottimo intervento di Antonino Monteleone, uno dei migliori  giovani giornalisti,  pubblicato su www.strill.it, mi sembra un buon viatico per la riflessione sui costi della politica. Ad ogni rinnovo dei consessi elettorali, dai consigli comunali a salire su su fino al parlamento europeo, tutti si affannano a manifestare l'intenzione di ridurre le spese per il funzionamento della politica. Tuttavia, come narrano le cronache, e come proprio nel numero in edicola racconta L'Espresso, i partiti negli ultimi quindici anni hanno rastrellato qualcosa come 3 miliardi di euro. Il tutto attraverso "rimborsi elettorali" e finanziamenti alle testate dei gruppi parlamentari, in barba al referenum che abrogava la legge del finanziamento pubblico ai   partiti. Di soldi quindi ne hanno pure troppi! L'utopia fatta storia della Comune mise al suo fondamento il principio che gli eletti della "municipalitè" dovevano ricevere il salario dell'operaio, alimentando lo spirito di servizio per chi vuole dedicarsi al bene comune. Non voglio cadere nel qualunquismo.......ma il vecchio adagio calabrese: "si mangiaru tutti i sordi!" mi sembra calzante. Arrivando tra il Pollino e lo Stretto, le strade praticabili sono svariate, basta metterci coraggio e buona volontà, due doti sconosciute ai nostri onorevoli. In primis: ogni consigliere regionale può avere una struttura autonoma, come previsto, ma composta da dipendenti regionali; proprio il neo assessore alla cultura Caligiuri in un suo saggio ricordava: "perchè abbiamo più di cinquemila impiegati regionali...quanto la Lombardia??!??!" Il perchè caro assessore lo sappiamo, e qui sarebbe lungo ricordarne le cause, ma almeno cominciamo a farli lavorare. Non capisco perchè il consigliere regionale dovrebbe scegliersi privatamente l'autista, il segretario, il portaborse, quando di queste figure professionali ne abbiamo a centiania.
Compresi i "portaborse", assunti come dipendenti su segnalazione dei partiti in un concorso ad hoc nell'estate  di qualche anno fa.
Il tutto votato ed approvato anche dai vari partiti della sinistra che nel corso della loro storia hanno sempre marcato differenze morali e trasparenza. Solo così si può iniziare a contrastare la clientela e ridurre le spese che gravano sui cittadini. Senza dimenticare le consulenze danarose erogate a piene mani...ma questo come dice Carlo Lucarelli: "è un'altra storia"!
Fabio Cuzzola C.

le tabelle costi de L'Espresso le potete troavare al link:  
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/tabelle-costi-dal-94-a-oggi/2131101

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