giovedì 26 marzo 2015

La relazione sparita dei sindacati sul DDL #LabuonaScuola #WaterlooScuola

Relazione RSU relativa all'€™incontro del 25 marzo dei sindacati con le forze politiche sul ddl Buona scuola presso l'€™auditorium di Via Palermo 10

Intervento Francesco Scrima (Coordinatore del lavoro pubblico CISL)
Il ddl sulla B.S. Contiene provvedimenti che non hanno in alcun modo carattere di urgenza. Le forze politiche devono intervenire con emendamenti per correggere un disegno di legge che in questa veste può fare solo male alla scuola.
Tre sono i punti che richiamano maggiormente l'€™attenzione:
1) La stabilizzazione del precariato: il provvedimento nella sua attuale formulazione mostra di essere stato ideato da chi non ha un reale contatto con il mondo della scuola.
Aver inserito l'articolo 12, con il divieto di stabilizzare il personale che ha lavorato 36 mesi risulta essere una sorta di Jobs Act €œalla trasteverina.
  • Contratto: non si può inserire all’interno del ddl una norma che decontrattualizza il rapporto lavoro trasformandolo in rapporto suddito-sovrano. Le norme contenute nel ddl proseguono nell'€™iter di decontrattualizzazione del rapporto di lavoro avviato dal LGS. 150 del 2009 (Riforma Brunetta)
  • Ruolo del Dirigente: non risulta vero che l’autonomia scolastica non ha funzionato per mancanza di poteri, ma perchè alla scuola sono state sottratte risorse. Occorre riportare un equilibrio dei poteri come sanzionato nella L.275 (n.d.r. “ Al Dirigente scolastico spettano autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane di cui al D. Lgs. 165- 2001, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali (DPR 275-99 arrt.16) secondo una visione sistemica ed una regia unitaria. Ha perciò competenza nell'€™attività  gestionale legata all'€™attuazione del POF, del programma annuale e lo svolgimento dell'€™attività  negoziale. Nella scuola vi deve essere dialogo tra le componenti.
Rino Di Meglio (Gilda)
Dal ddl si evincono diverse criticità
  • I docenti di ruolo di fatto vengono privati del diritto di far domanda di trasferimento per non correre il rischio di essere coinvolti nella mobilità  dell'€™organico funzionale.
  • Come fa un Dirigente a entrare nel merito di tutte le competenze che è chiamato lui solo a valutare? ( si intende per le assunzioni dell' organico funzionale e dei bonus per il merito)
  • E'necessario che il ddl tocchi il tema della stabilizzazione, coinvolgendo tutte le categorie con i diritti e aspettative acquisiti ( compresi gli idonei al concorso 2012 che secondo il ddl rimangono esclusi dal piano di assunzioni e chi ha lavorato 36 mesi nella scuola).
 Massimo Di Menna (UIL)
Il mondo della scuola deve mantenere equilibrio, ma fare pressione perchè il ddl venga cambiato.
In particolare si sottolinea l'€™annullamento del contratto, andando ben oltre il D.lgs. Brunetta che conservava alla materia contrattuale il tema della retribuzione.
Il contratto fermo al 2009 deve essere riaperto poichè la contrattazione è promuovere la partecipazione e la condivisione.
Il problema del precariato deve essere risolto.
Se non si negozia, il rapporto suddito-padrone, che il ddl rischia di introdurre, rovinerà  il mondo della scuola.
 Achille Massenti ( Snals)
L'€™autonomia vuole risorse e non si realizza dando dei poteri ad un organo monocratico che decide senza confronto.Il personale ATA è scomparso dal ddl dove non c'è cenno alle gambe amministrative che non vanno esternalizzate.  Un Dirigente autorevole e non autoritario deve amministrare con armonia. Ci vuole un bilanciamento dei poteri del Dirigente da parte del Collegio docenti e da parte del Consiglio di Istituto perchè il Dirigente ha bisogno dell'€™apporto e del contributo di tutte le componenti.
 Nell'€™art.11 del ddl (Valorizzazione del merito del personale docente) si parla di assegnazione della somma di 200 milioni al personale docente sulla base della valutazione dell'attività didattica in ragione dei risultati ottenuti in termini di qualità  dell'€™insegnamento, di rendimento scolastico degli alunni e degli studenti, di progettualittà  nella metodologia didattica utilizzata, di innovatività  e di contributo al miglioramento progressivo della scuola. Cosa vuol dire? E' piu' bravo il docente i cui studenti hanno ottenuto tutti buoni risultati, cioè sono stati tutti promossi?
 Sono stati aboliti i ruoli provinciali con l'€™istituzione degli albi regionali. Con la costituzione di questi albi regionali sarà  una corsa all'acquisizione di titoli e master ( ma il titolo corrisponde poi all'€™effettiva competenza?) e la scuola sarà  la scuola del conflitto e non quella della società .
 Senatrice Puglisi (Responsabile del governo per la scuola)
 La Senatrice sottolinea che la sua partecipazione all'€™incontro è segno della volontà  di ascolto da parte del Governo per migliorare il testo del ddl. La scelta di fare un ddl invece del decreto Ú proprio un segno di questa volontà di ascolto. Altri governi non hanno mai aperto le consultazioni.
Rispetto al documento  iniziale ci sono dei cambiamenti; alla scuola sono state assegnate non poche risorse e questo è in controtendenza con i Governi precedenti.
 Vi è un messaggio positivo che il Governo ha voluto lanciare sul mondo della scuola cercando di risolvere alcuni dei problemi più urgenti, ad. es. quello della dispersione, che oscilla tra il 17% di alcune regioni al 26% di altre.
 Il ddl vuole dare gambe alla autonomia che è stata varata da un altro governo di sinistra: intende dare ad ogni scuola la possibilità  di prendersi cura del successo formativo degli studenti.
L'€™organico funzionale ci sarà  con l'€™assunzione di 50.000 insegnanti che vengono assegnati alle singole scuole e non assunti dai Dirigenti.
Per il precariato si è iniziato dalla promessa di Fioroni di esaurire le Graduatorie ad esaurimento.
I 23.000 della scuola dell'€™infanzia restano in €œstand-bay e verranno utilizzati per la fascia 0-6.
 L'€™art.12 va rivisto
 Gli insegnanti di II fascia continueranno a lavorare; le graduatorie di Istituto non verranno soppresse perchè per le assenze dei docenti superiori a 10 gg. continueranno ad essere assegnate le supplenze. Questi insegnanti potranno poi fare i concorsi.
 Gli scatti di anzianità  sono rimasti e sono stati previsti 200 milioni per premiare il merito.
Gli interventi dei precedenti relatori non hanno messo in luce che nel ddl è prevista la formazione obbligatoria, che vede la risorsa di 40 milioni per i €œconsumi culturali€.
 Quanto alla questione del Dirigente scolastico, attenzione che €œL'€™ottimo è nemico del buono€; non si possono alzare muri perchè la scuola ha già  pagato. Lo è €œ strapotere€ del Dirigente è la responsabilità€ del Dirigente. Ciò che è scritto nel ddl è diverso dalla proposta Aprea dove si dava la possibilità  di assumere direttamente dalle Graduatorie ad esaurimento. Nel ddl invece il Dirigente seleziona dagli albi personale già assunto per valorizzare la professionalità dei singoli docenti.
Nell'organico funzionale pieno tutti dovranno mettersi in discussione per il successo formativo.
 Onorevole Giordano
Si apprezza la disponibilità  della sen. Puglisi; tuttavia si rileva come nella procedura parlamentare il tempo necessario alla realizzazione di un ddl. Ú di 228 gg., quindi non si può evocare la fretta per indurre alla rapida approvazione, partendo dal presupposto che sono state fatte le consultazioni.
Al centro di tutte le riforme del Governo si ravvisa l’obiettivo comune di verticalizzare il rapporto di lavoro. Occorre farsi le domande giuste per trovare le risposte giuste: a cosa serve la scuola statale?
Questa è la domanda giusta.
 Laura Massillo ( portavoce Fratelli d'€™Italia)
 Occorre dare ruolo agli enti locali in sinergia con il MIUR per trovare altre risorse.
Riguardo l'€™integrazione degli stranieri ciò che tempo addietro veniva giudicato sbagliato ora è presente nel ddl , cioè  l'equilibrio che nelle classi ci deve essere tra €œnativi€ e stranieri.
Sul merito si è tornati all'€™impianto Aprea ed è inaccettabile anche nella nuova prefigurazione.
La carriera va ripensata con altre opportunità  per progredire. Si apprezza il collegamento scuola lavoro previsto nel ddl, purchè non si trasformi in un apprendistato.
 Silvia Chimenti ( portavoce Movimento Cinque stelle)
Si chiede che non ci sia il ricatto da parte del Governo della discussione breve legata al tema delle assunzioni.
Il M5S ha avanzato una proposta che parte dalla  contestazione di tre punti:
  • No all'€™eccesso di deleghe sulla valutazione, il diritto allo studio etc.
  • Assunzioni dei docenti della seconda fascia per evitare contenziosi
  • No alla chiamata diretta da parte dei Dirigenti.
Si fa notare che all'€™art.7 del ddl c'è scritto che i docenti potranno insegnare anche materie diverse dalla loro.
-La proposta deve nascere dal confronto tra le categorie.
-Piano triennale-quinqennale di assunzioni, comprensivo dei docenti di seconda fascia.
-Sanare il guasto creato dalla Legge Gelmini che ha tagliato 90.000 cattedre generando il c.d. fenomeno delle classi pollaio. Solo questa è la terapia per evitare la dispersione scolastica.
Inoltre è opportuno mettere fine alla rigenerazione delle graduatorie, facendo si che dopo la  laurea triennale  segua un anno di tirocinio, con possibilità  di assunzione a seguito di un concorso conclusivo.
 Pantaleo (CIGL)
Risulta evidente che la giornata è ispirata all'unità  del mondo sindacale contro una scelta autoritaria.
Il paese è attraversato dalla povertà e dalla precarietà, investire nella scuola significa dare prospettive ai giovani del paese.
Ci sono dei valori a cui bisogna attenersi nel legiferare:
partecipazione, libertà , cooperazione.
La disponibilità  all'€™ascolto reciproco deve avere dei paletti:
  • Non si può usare il ricatto delle assunzioni per limitare i tempi della discussione
  • La consultazione è stata una €œbufala ( i documenti delle scuole sono rimasti inascoltati, in alcuni casi, negli incontri previsti, le org. sindacali hanno parlato per appena 2 min.), occorre ascoltare e dare un peso reale ai sindacati.
  • Nella bozza iniziale non vi erano i poteri unilaterali attribuiti al Dirigente.
  • Per le assunzioni non si parla di numeri, ma di dignità  delle persone; si è arrivati a 50.000 persone dalle iniziali 150.000 da cui si era partiti.
  • E' scomparso il personale ATA ed altri 2000 assistenti tecnici saranno buttati in mezzo alla strada.
Occorre:
1) Un piano pluriennale per il precariato
2) Tenere aperto un doppio canale di reclutamento
3) Ragionare sulla possibilità  di affidare ad un prossimo concorso le assunzioni future.
 I sindacati non consegneranno ai giudici il potere di decidere sul problema delle assunzioni; sono pronte organizzazioni che speculano sul precariato.
L'€™On. Puglisi non ha convinto; se la scuola pubblica ha continuato a funzionare questo dipende dai docenti e anche dai Sindacati; con questo ddl si rischia di trasformare la scuola da presidio di democrazia in caserma; vi è un ritorno ad un meccanismo centralizzato e non certo un portare avanti l'€™autonomia, con il Ministero e i Dirigenti che diverrebbero i proprietari della scuola.
E' necessario un rinnovo del contratto nazionale con una maggiorazione delle retribuzioni e regole, il tutto con la finalità  di perseguire la solidarietà  e l'uguaglianza.

sabato 7 marzo 2015

#LaBuonaScuola si presenta con la polizia al Liceo Classico!

Chiamatemi Sciotto! Oppure Scionti, o Scotto, così come si confondono spesso i proff. giaculando l'appello.
Aggiungetegli, se preferite, Antonino come mio nonno, bracciante di Anoia superiore mi raccomando, non confondiamo.
Sono arrivato al quinto anno del liceo classico qui a Cittanova, un piccolo paese incastrato tra due valli dell'Aspromonte.
Ho dibattuto in maniera tosta con una prof. d'inglese che bandiva Wilde perché omosessuale, sconfitto le angosce di un amore impossibile, scoperto i Pink Floyd, e finalmente approdato alle soglie del diploma.
So già che il mio futuro sarà lontano da qui sia per studiare, sia per lavorare....almeno spero un giorno.
Catturato dal sacro fuoco della politica ho deciso di candidarmi per fare il rappresentate d'istituto.
Mi sono scottato con la politica,  a tal punto che ho abbandonato gli studi di sax...troppo jazz, mi suona dentro il rock e la poesia, le leggi che ogni giorno vedo violate e le tastiere di  "Rick" Wright che suono in maniera immaginaria durante le spiegazioni e che mi fanno litigare con il mio prof. di Letteratura!
- Sciotto e basta con ste tastiere "gne gne", canzoni lunghissime, il rock deve essere veloce, deve bruciare, il punk, Sciotto ascolta il punk! Hai diciottanni, mica cinquanta!
                   
Ogni mattina un'ora di autobus per pochi chilometri!
- Mancano i servizi, la Regione non paga, - ci ripetono quando saltano le corse e a scuola si arriva in ritardo col fiatone.
Insieme a Carmelo, Carla e Carlo Alberto, abbiamo subito creato il comitato studentesco. 
Lunedì scorso contro il contributo volontario che le scuole chiedono alle famiglie in tutta Italia, a fronte dello svuotamento del fondo che viene erogato dal ministero e ai continui finanziamenti alle scuole private, abbiamo indetto lo stato di agitazione, sfociato con lo sciopero bianco e il sit in.
Alle 11 si diffonde la voce: arriva la polizia!
I proff., che sono con noi, invitano alla calma.
Gli agenti entrano tra la folla di studenti increduli, per noi la polizia è posto di blocco, mitra spianato, il volto repressivo dello stato, del resto qui all'infuori della scuola di stato ne  vediamo poco e per certi versi è meglio così.
Ci portano in presidenza tra le proteste dei docenti, per identificarci e interrogarci.
Nel percorso che si apre a fatica fra gli studenti mi accompagna il mio prof. d'italiano, mi frullano nella testa le parole d'ordine che vuole il governo sulla scuola:
#labuonascuola scrivetelo con l'# sui social,  Slides, hastag, crownfounding, quando ti vogliono fottere scrivono tutto in inglese così la gente non capisce.

- Come si chiama?!

- Chiamatemi Sciotto, Antonino Sciotto, risiedo ad Anoia Superiore e sono colpevole del reato di aver difeso la Costituzione Italiana in assemblea, appellandomi agli articoli 21 e 33!

Lou Palanca 2






martedì 17 febbraio 2015

Lettera aperta al Presidente della Repubblica. Presidente fermi #labuonascuola

http://lipscuola.it/blog/lettera-presidente-repubblica/

al link per firmare....

Lettera aperta al Presidente della Repubblica contro l’uso distorto della decretazione d’urgenza. Chiediamo che la L.I.P sulla scuola sia ammessa alla discussione parlamentare.

Al signor Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella
c/o Palazzo del Quirinale
00187 – Roma

Egregio Signor Presidente,
nel complimentarci con Lei per l’elezione a Capo dello Stato, desideriamo innanzitutto porgerLe i nostri più sinceri e calorosi auguri di buon lavoro.
Ascoltando il suo primo discorso a Camere riunite, abbiamo particolarmente apprezzato l’attenzione che ha voluto riservare al diritto allo studio e al futuro dei nostri studenti: “garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro”.
Chi le scrive rappresenta il Coordinamento nazionale a sostegno della Legge di Iniziativa Popolare “Per una buona scuola per la Repubblica”, un insieme che raccoglie attorno a sé decine di migliaia di cittadine e cittadini, insegnanti, studenti, genitori, tecnici di laboratorio, collaboratori scolastici, personale amministrativo, studiosi ed esperti, da sempre fermamente impegnati nella promozione dei valori e dei princìpi incarnati dalla scuola pubblica così come disegnati dalla nostra Costituzione: una scuola accogliente, aperta a tutte e tutti, inclusiva, capace di confrontarsi con le migliori tradizioni europee, garanzia di uguaglianza e pari opportunità nella formazione delle nuove generazioni. Un vero e proprio Organo Costituzionale, come ebbe a definirla l’indimenticabile giurista Piero Calamandrei.
Il nostro impegno per la scuola della Repubblica ci ha portati ad elaborare collettivamente, una Legge d’Iniziativa Popolare nata direttamente dalla passione e dalla sensibilità di chi studia e lavora nelle scuole del nostro Paese: quell’articolato, sottoscritto in modo certificato da oltre 100.000 elettori dieci anni fa, fu affidato a chi è delegato dal popolo a fare approvare le leggi; purtroppo nelle due legislature da allora trascorse, non venne mai discussa.
Riconoscendone ancora oggi l’importanza e l’attualità, negli ultimi mesi, parlamentari di tutte le forze politiche ne hanno riproposto il testo, opportunamente aggiornato: “Norme generali sul sistema educativo d’istruzione statale nella scuola di base e nella scuola superiore. Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di nidi d’infanzia” questo è il titolo del disegno di legge che ne è seguito, presentato sia alla Camera (Ddl 2630, 12/9/2014) che al Senato (Ddl 1583, 2/8/2014), primi firmatari, rispettivamente, Paglia e Mussini.
E’ ormai di dominio pubblico l’intenzione del Governo di procedere, per il riordino del nostro sistema scolastico, con “un decreto in cui ci starà dentro tutto quello che riteniamo utile per la scuola italiana. Lo strumento del decreto ci consente di fare tutto in fretta perché sono molte le riforme che vanno in Parlamento ma poi si perdono in quella palude, quindi non si conclude mai una riforma utile della scuola” (Davide Faraone, sottosegretario alla pubblica istruzione, nel corso della trasmissione radiofonica Fahrenheit, canale pubblico Rai 3, 13 febbraio 2015)
Ci chiediamo e chiediamo a Lei, unica Istituzione legittimata a giudicare in tal senso, se su una materia così complessa e di interesse generale, sia giustificabile il carattere “d’urgenza e di straordinaria necessità” dell’annunciato decreto legge.
Sull’uso abnorme della decretazione d’urgenza Lei si è già opportunamente espresso nel suo discorso di insediamento e già ebbe modo di esprimersi a proposito della Riforma Gelmini (L. 133/2008) quandoscrisse: “Ma il vero colpo di mano, sostanziale, sta nell’aver deciso una questione di questa portata con decreto legge: con poche righe viene travolto l’ordinamento, il modo di essere di un intero settore scolastico fondamentale. In questo modo si è riusciti a eludere confronto, discussione e un vero esame parlamentare”.
Come non essere d’accordo!
Siamo francamente convinti che la nostra proposta di legge, unitamente a quella prefigurata dal Governo, potrebbe avviare in Parlamento un fruttuoso e approfondito confronto, al fine di giungere ad una necessaria e peraltro attesa riforma del nostro sistema scolastico. Dopo i tanti insuccessi del passato, sarebbe più che auspicabile far sì che i rappresentanti del popolo che siedono in Parlamento progettassero il futuro della scuola con quanti, in essa, operano e vivono ogni giorno.
Il Governo, viceversa, pare intenzionato ad includere nel decreto annunciato, non solo la regolarizzazione del personale precario imposta dalla recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 26 novembre 2014 – unico aspetto dove il carattere d’urgenza appare indubbiamente giustificato – ma anche “tutto ciò che si riterrà utile per una riforma della scuola”.
Ci appelliamo pertanto al Suo ruolo di Garante della Costituzione e alla Sua sensibilità istituzionale perché intervenga nei modi che riterrà più opportuni, al fine di evitare il rischio di una palese forzatura nell’uso della decretazione d’urgenza inibendo in tal modo anche le istanze di partecipazione dei cittadini.
Auguri di buon lavoro, signor Presidente.
per il Coordinamento nazionale a sostegno della Legge “per una Buona scuola per la Repubblica”:
Antonia Baraldi Sani, Marina Boscaino, Giovanni Cocchi
15 febbraio 2015

martedì 20 gennaio 2015

Diario di Zona. "Trovare un buon libro è sempre un incontro"

Un'immagine della presentazione del libro a Lamezia l'autore con LouPalanca3
Con gli occhi, le parole e la bici di Luigi Chiarella, seguiamo le trasformazioni d'inizio secolo di Torino; naturale per me l'accostamento alla letteratura operaia di un altro grande autore calabrese, Vincenzo Guerrazzi, che negli anni settanta fece epoca con il suo Il Nord e Sud uniti nella lotta.
Ma Yamunin, così si firma nel suo blog, https://yamunin.wordpress.com/  va ben oltre, perchè il suo è un vero e proprio oggetto narrativo indefinibile.
Il libro tra l'altro è inserito in una collana molto interessante diretta da Wu Ming 1,  che rientra in  progetto editoriale di Alegre che potete approfondire qui: http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/10x10-mi-abbono-ad-alegre-e-racconto-altre-storie
Un flusso di citazioni letterarie, musicali, sembra che per ogni zona nella quale è impegnato a lavorare, scorra una colonna sonora, si alternano a slogan letti sui muri e alle targhe in memoria dei partigiani uccisi, patrimonio comune che abbiamo cominciato a disperdere.
L'autore-protagonista porta con sè un doppio fardello, che per certi versi lo accomuna ad Alberto Prunetti,  un altro narratore di vaglia dell'Alegre edizioni,  Yamunin è un operatore  della cultura, recita e scrive per il teatro, ma per sopravvivere si cala nei tombini e nelle cantine di Torino per leggere da precario letturista i contatori dell'acqua.
E' in questo scendere nel ventre molle della metropoli che il racconto si fa più denso, ogni nome, ogni strada, ogni zona, ha una storia, un dettaglio, un incontro che Yamunin fissa con parole che dipingono in maniera fotografica luoghi e persone.
Mi sorprende della narrazione la messe di riflessioni alle quali induce, pur nella semplicità quotidiana del lavoro, mi sorprende la gentilezza e la calma con la quale si ribella, s'indigna con le domande e le parole, ecco Yamunin mi sembra in sella alla sua bicicletta, così provos, una staffetta partigiana delle lotte di oggi.
Anche quando lo sguardo è più distaccato, come nel passaggio della sua escursione in solitaria sulla collina di Superga, si coglie la capacità dell'autore di cogliere prospettive diverse:
"Così dalla collina più alta di Torino traccio una linea che passa dalla basilica di Superga, attraverso lo stivale e arriva al santuario della Madonna di Polsi a San Luca"  sembra Saba in Trieste: potente!

martedì 30 dicembre 2014

El soldatin Bepin. Prima che la terra tremi. Il nuovo racconto dei Lou Palanca.


Lo sguardo sullo Stretto di Messina di Bepin. Disegno di Sabrina Bagnato



    
A quest’ora ero in canottiera  al fiume a pescare con mio zio.Santo Stefano ma quanti pesci ci sono in fondo a questo mare? Mi g’ho paura. Eppure di fronte vedo le luci di Messina che mi danno un po’ sicurezza.
Da dove arriverà il nemico?  Dal Tirreno o dallo Jonio, anche se qui davanti a me si mescolano e non ci capisco più nulla.
Anche se io preferisco lo Jonio, non so perché forse perché  è profondo, celeste e caldo, il Tirreno è freddo blu notte e pieno di bastardelli.
Guardo la cipolla che mi ha regalato il nonno Gino, sono le 5 e 50 fra poco il mio turno di guardia notturno finisce e posso smontare la baionetta.
Me ciamo Benedetto Dal Pozzo, ma tutti qui me ciamano Bepin.
Vengo da una famiglia di segantini,  tagliamo il bosco da generazioni; mio padre, mio nonno, il mio bisnonno tutti segantini.
Usciamo quando il sole ancora non è già sorto e torniamo a casa quando è tramontato, una vita sui monti, ma sotto padrone.
I tronchi che tagliamo sono i migliori, ma ad arricchirsi è solo quel Motta lì di Perarolo che ad aumentare la paga giornaliera non ne vuole sapere.
Sono un fante scelto artigliere del XII battaglione Magenta, brigata “Catanzaro”, classe 1897, una classe di ferro almeno così ci dicono i sottoufficiali che ci fanno marciare tutto il giorno.
Meglio marciare che marcire! Passo! Passo! Cadenza” urlano come  le vacche delle mie malghe.
Ogni tre giorni mi tocca il turno notturno, ah già non l’ho mica detto, sono di stanza al forte Gullì di Arghillà.
Come dite?!?  Non sapete dove si trova?
 Bhè neanche io lo savaria prima della destinaziun, non c’era neppure sulla carta della scuola che mi ha fatto vedere la maestra.
Insomma non so spiegarvelo, ho fatto solo le prime due classi, Arghillà è vicino Reggio in Calabria, dove finisce l’Italia!
Vi sembrerà strano ma preferisco fare la sentinella che marciare, tirare con il moschetto o accatastare palle di cannone.
Non parliamo dei servizi, spazzare, raccogliere lo scoasse dei cavalli per farne il concime, pelare patate o, se sei in punizione, tocca fare il turno doppio del marmittone, qualcosa come cinquanta pentole e gavette da lavare, tutte incrostate di quello che chiamano cibo.
Quale cibo?
E’ un anno che sono qui e il rancio è un pastone informe che s’incolla ovunque; come mi manca la cucina della mia terra:  una volta al mese mia mamma cucina i casunziei ripieni con le rape rosse ed è subito festa!
Oggi mi accontenterei anche de na ciopa de pan e na scudea dea lat pur di essere a casa.
Ahh…come sono lontani da qui i miei boschi del Cadore! Mi manca tutto!  
Invece la mattina mi sveglia il vocione del sergente  Calandra.
-“Sveglia ammassi di pulci! Sveglia  il sole è già alto, il nemico è alle porte!”
- “Ma quale nemico? I Turchi o i sovversivi?!”-risponde il commilitone della branda accanto che ha fatto le scuole, e tutti ridono facendo arrabbiare di più il sergente.
 E’ il più vecio di tutto il forte, la sua voce arriva dopo il puzzo del suo toscano smezzato che sbuffa tutto il giorno come una locomotiva.
Con noi di leva è duro e si scioglie solo quando tira fuori un po’ di grappa dalla fiaschetta che custodisce nella sue giberna.
Sorseggia e comincia a raccontare.
Pulci ma cosa ne sapete voi  della guerra? Delle azioni di battaglia?! Ora che sono vecio e mi avvicino alla pensione lo posso pure dire: ho seguito Garibaldi, e lo seguirei ancora! Non riesco a darmi pace!  Che sto tranquillo ora con la Venezia Giulia ancora sotto quei porci degli austriaci?!”
Si emoziona e si fa paonazzo, per il tasso etilico e per il patriottismo.
Ma una sola volta ho avuto paura, quando davamo la caccia al brigante Musolino! Vedete quelle montagne oltre i filari delle vigne?
E indica un massiccio fitto di vegetazione verde smeraldo.
Si ma è basso rispetto alle mie Dolomiti!”-azzardo.
Zitto te, che ancora  hai paura dell’umidità dello Stretto! Se entri in quelle montagne  non ne esci mica vivo! Lupi, briganti, indigeni neri, baffuti che vanno a piedi scalzi sulla neve con il carbone in testa! Sai con che occhi ci scrutavano quando passavamo?!?!  Dieci soldi  al mese per prendere insulti  e sputi in faccia dalla gente, che se ci penso bene, tanto torto non ce l’avevano mica.
Brrrr… ancora se ci penso vedo quello sguardo minaccioso e accusatorio.”
Un brivido percorre la schiena di tutti noi tosi. Meno male che tra poco è natale.
Il capitano ci ha promesso lettere, dolci e anche una licenza premio per il capodanno, chi farà  più guardie notturne và in città in licenza, dicono ci siano certe tose!
Io mi sono messo subito in turno farò il 26, 27 e 28 dicembre 1908!








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venerdì 14 novembre 2014

Cara on.le Simona Malpezzi mi chiedi cosa penso de #LaBuonaScuola.

Ho conosciuto Simona Malpezzi tre lustri fa in uno scambio culturale Nord-Sud che coinvolgeva le nostre scuole; dopo tanto tempo l'ho incontrata nuovamente, in maniera virtuale su Twitter, con diversi ruoli, io ancora insegnante e lei deputata del PD, impegnata nella riforma #labuonascuola.
Stavolta non più dalla stessa parte della barricata! Interpellato in #DM a dire la mia ho scritto. Attendevo, come promesso una risposta, ma non essendo arrivata e scaduta alla mezzanotte la consultazione, pubblico la mia lettera.


Il sole  non è sorto sullo Stretto di Messina e sono già sulla Salerno-Reggio Calabria, un nastro di asfalto accidentato e pieno di cantieri che negli ultimi nove anni mi  conduce verso la scuola, il liceo classico di Cittanova, un piccolo paese alle falde dell’Aspromonte, l’unico liceo classico della Piana di Gioia Tauro.
Ho dovuto comperare l’automobile e improvvisarmi novello Neal Kassidy, perché come disse una volta il mio amico e collega Peppe Licordari al preside, “ogni giorno superato sulla sull’A3 è un giorno strappato alla morte!”
Eppure nonostante le difficoltà del trasporto, dei consumi, sono 150 km al giorno, è il miglior posto dove poteva capitarmi di entrare in ruolo; i ragazzi vengono da tutti i comuni del circondario, studiano, hanno fame di conoscenza e le famiglie sono dalla parte degli insegnanti.
Resiste in questi luoghi, quell’antico mistero che vede l’insegnante come un punto di riferimento della comunità, una cosa che ormai in città è totalmente scomparsa.
In questi anni ho scoperto, io che venivo dalla paritaria, che una “buona scuola” esiste! E nonostante i dirigenti scolastici, i segretari, la burocrazia  e le politiche governative è rappresentata da insegnanti che ogni giorni si sbattono e si battono per gli studenti.
Professori che vanno a proprie spese a fare summer school formative, nel periodo di ferie naturalmente, che accompagnano “a gratis” studenti in gita, agli stages, a teatro, al cinema, nei musei, all’estero!
Professori che negli ultimi diciannove anni, da quando insegno hanno progressivamente visto erodere non solo le risorse finanziarie delle scuole, ma anche i loro diritti, nel silenzio totale e spesso complice dei sindacati.
Da tre anni sono RSu nella mia scuola, anche se ho cancellato l’iscrizione al mio sindacato, la Gilda, dopo che lo scorso anno di fronte all’ennesimo taglio del Mof, hanno preferito barattare gli scatti che spettavano per diritto con l’ennesimo taglio a quello che una volta era  il fondo d’istituto.
Arrivo alla # buonascuola  e al documento di 136 pagine che ha accompagnato l’attesa dell’inizio dell’anno scolastico in corso.
Mi chiedi cosa ne penso…..
Sono quasi tre lustri che non ci vediamo, altrimenti non mi dovresti dire cosa ne penso, ma cosa mi provoca…
Tanta rabbia, tanta amarezza, un vuoto di parole.
E’ strano ho scritto cinque libri, da tre anni faccio parte di un collettivo di scrittori: Lou Palanca, con il quale scriviamo romanzi, ma non riesco a trovare parole, frasi giuste per dare linfa ai miei pensieri, che sono cattivi e pieni di spleen per dirla con Baudelaire.
E’ possibile che qualsiasi politica posta in essere dai governi sulla scuola debba dipendere dalle emergenze??!
Cerco di sintetizzare:
-          L’assunzione dei precari è dettata dall’incombere della sentenza della corte europea; non è una politica delle assunzioni, altrimenti dovrebbe tenere  conto delle cattedre disponibili . Solo chi non lavora nella scuola non capisce che qualora i precari fossero ammessi in ruolo vagherebbero come zombie da una sede all’altra in un organico funzionale mai sperimentato. In tal senso sarebbe stato efficace eliminare la Riforma Fornero,  una scelta di sinistra per un governo invece sbiaditamente democristiano, con tutto il rispetto per gente e ministri come Misasi che io da  ragazzo ho combattuto e che ora rivaluto alla grande.
-          Fornero…quota 96  ne parliamo?!?! Colleghi vittime di un’ingiustizia relegati in un limbo e costretti ancora a lavorare, invece anche su di loro è calato il silenzio.
-          Meritocrazia….non voglio soldi in busta paga! 60 euro per sgomitare con i miei colleghi e farmi valutare dal dirigente e dal comitato di valutazione, ti prego quelli come noi non pensano neanche a raccogliere “i punti delle merendine” per ottenere qualche elemosina che poi ci succhia la banca dai nostri conti in rosso! Ogni giorno sono valutato dai ragazzi che incontro e dalla mia coscienza e a questi non chiedo premi o aumenti salariali, ma solo quiete e passione  per insegnare ancora! Se ci devono essere più soldi meglio darli alle scuole per realizzare progetti e interventi mirati; ad esempio quando al Sud non arriveranno più in fondi europei dei PON, ci ritroveremo senza più quei fondi che in questi anni ci hanno consentito di dare le patenti ECDL, la certificazione della lingua inglese, di fare gli scambi culturali all’estero.

-          Sorvolo sul balletto indecoroso degli esami di stato…..! Ridicoli, nello specifico il ministro, che dimostra di non conoscere neanche come si svolga un esame di maturità e meno male che accusavamo la Gelmini di ignoranza.

-          Su privati trai tu le conseguenze; la Nike, la Michelin potranno magari investire al Parini o al Beccaria di Milano, ma chi vorrà sponsorizzare il liceo classico della Piana di Gioia Tauro?!?! Non scherziamo, anche le ditte private locali chiudono o sono nella mani della ‘ndrangheta, cosa si fa accettiamo quei soldi? Così “sbiancati” e ripuliti dalle banche?!? Crwounfounding passo perché è tre anni che non faccio comperare le letterature ai ragazzi per far risparmiare le famiglie figurati se oltre il “contributo volontario” gli chiedo soldi per coprire quello che è un loro diritto!

-          Due modeste proposte in campo scolastico: eliminare la Riforma Fornero, dare la possibilità a chi è in cattedra da più di 35 anni di andare in pensione, eliminare il decreto Gelmini sulle classi pollaio (27-31 alunni).

-          Due in campo letterario: leggere Insegnare al principe di Danimarca di Carla Melazzini, e Soli e Insieme di Fabio Cuzzola.

Ci sarebbe molto da dire, anche sulle metodologie di confronto e dibattito che sono state attivate, quando lo sai bene che è tutto già deciso, di fronte al governo, al si della Confindustria, alla fiducia posta e imposta per fare passare la legge di stabilità cosa vuoi che si faccia, mica salta il governo sulla scuola!??! Hanno fallito uomini di scuola come Rossi Doria, stritolati da dinamiche di potere e di partito, vuoi che ascoltino non docenti sfigati che al massimo abbiamo pensato di bloccare uno svincolo autostradale per protestare?!?!

Fabio Cuzzola docente di Italiano e Latino del Liceo Classico “V.Gerace” di Cittanova (RC)




martedì 28 ottobre 2014

L'Armata dei Sonnambuli nel foborgo di Catanzaro.


Qui sotto trovate il file audio della presentazione tenutasi a Catanzaro dell'ultimo libro dei Wu Ming.
Il post è stato possibile grazie alla competenza del blogger Nico Chillemi, http://nicochillemi.blogspot.it/ con il quale condivido la passione per il basket e l'amore per lo Stretto di Messina. 






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