mercoledì 16 aprile 2014

"A gloria sparau e l'ovu su 'mbuccau!" L'antica ricetta del Cuddurace reggino.


Pasqua a Sud vuol dire sempre sapori, tradizioni, da condividere in famiglia.
Così come in occasione del Natale di due anni fa, segnato dall'esordio letterario con i Lou Palanca, oggi vi propongo una ricetta dello Stretto, il Cuddurace.
Un dolce dalle diverse forme, tutte ispirate alla religiosità pasquale,decorate da con uova sode.
La tradizione orale che ho raccolto, vuole che alle 11 del mattino del giorno di pasqua insieme alle campane delle chiese, fischiassero anche tutte le locomotive delle stazioni da Baganara sino a Reggio.
Era il segnale laico dell 'avvenuta resurrezione, il segnale tanto atteso dai bambini dell'epoca che dopo avere ripetuto la frase: "A gloria sparau e l'ovu su 'mbuccau!!" degustavano i cudduraci e le uova sode.
La ricetta è raccolta naturalmente dalla tradizione di casa Fotia-Calcagno direttamente dalle prime comunità formatesi nelle baracche del post terremoto del 1908. 




Collorace (Cuddurace)

Kg 2 farina
Sugna 3 hg (oggi si usa la margarina o il burro)
8 uova
2 di lievito
Un bicchierino di liquore rosolio
600 gr. di zucchero
Una bustina di vaniglia 
Chiodi di garofano per le decorazioni
Uova sode per decorare 
Scorza di limone
 
 
 
 
 
 
 
 

domenica 13 aprile 2014

“Tratti nella memoria 2014” a Catanzaro. Il Corsivo di Daniela Rabia

"Tratti nella memoria 2014 non è un semplice calendario a fumetti,
è una traccia nelle vite spezzate dalla violenza in Calabria. E' un viaggio all'interno della cronaca nera che, attraverso il linguaggio immediato e trasversale del disegno, non vuole ricordare i carnefici, bensì le vittime. Vittime di omicidi e stragi, di follia e criminalità. Vittime anche per caso, uccisi con un colpo di pistola o spariti per sempre, alcuni senza mai essere trovati. Anche il coraggio può divenire un motivo per essere ammazzati in terra di Calabria. Segni in bianco e nero di vite bloccate nel tempo. Rimangono i loro tratti nella memoria." Tutto questo hanno illustrato ad un foltissimo pubblico ieri sera al "Caffè delle Arti" di Catanzaro il giornalista Bruno Mirante, il Presidente dell'associazione culturale "Venti d'autore", Emiliano Lamanna, lo storico e scrittore Fabio Cuzzola del collettivo Lou Palanca, ormai noto come Lou Palanca 2, Irene Veraldi del coordinamento di Libera e Antonio Pascuzzo, cantautore di Rossoantico che ha presentato in anteprima il brano "Calabrisella" ispirato dalla copertina del calendario realizzata dalla disegnatrice Gessica Stancanelli. La serata è iniziata e si è chiusa sulle note di Calabrisella a sottolineare quella calabresità e quel senso dell'identità e appartenenza troppe volte negata in una terra che sanguina proprio come quel volto in copertina al calendario che cattura subito lo sguardo e lo imprigiona non meno di come catturano il lettore i singoli episodi di efferatezza e criminalità narrati in ogni mese del calendario. Il calendario si apre con il disegno dedicato nel mese di gennaio ai coniugi Aversa uccisi a Lamezia il 4 gennaio del 1992 in Via dei Campioni, a loro intitolata, per poi dedicare ogni mese ad altre vittime innocenti tra le quali Giuseppe Malacaria, muratore socialista trentatreenne ucciso da una bomba all'altezza di Largo Vinci in Catanzaro durante una manifestazione antifascista il 4 febbraio del 1971 ed ancora Luigi Silipo, sindacalista di rilievo ed esponente del partito comunista italiano, ucciso in Catanzaro il 1 aprile 1965. Due omicidi in trent'anni a Catanzaro ha ricordato a riguardo Fabio, membro del collettivo Lou Palanca, che al Silipo ha dedicato il riuscitissimo romanzo "Blocco 52, una storia scomparsa una città perduta"- edito Rubbettino - anche questo romanzo con il chiaro intento di non dimenticare, di ricostruire pezzi di memoria perduti, cancellati, caduti nell'oblio forse rimossi. "La memoria è raccontare storie - ha detto con enfasi delicata ed incisiva Fabio Cuzzola - perché le storie sono di tutti ed è giusto che tutti se ne impossessino". Fabio Cuzzola ha letto passi del libro "E' il nostro turno" di Saverio Strati, scomparso in questi giorni, che come scrive Nicola Fiorita docente dell'Unical, valente intellettuale catanzarese e membro anch'egli del collettivo Lou Palanca "ci ricorda accanto alla Catanzaro che non abbiamo mai visto e forse nemmeno mai immaginato, un'altra Catanzaro ed un'altra Calabria sono sempre possibili. Non facili, certo, ma comunque possibili. E se sono possibili allora dipende da noi, perché come dice il titolo del romanzo: E' il nostro turno. Senza punto interrogativo". Tanti e tanti altri i casi tracciati nel calendario, tanti i tratti della memoria rispolverati, indagati, portati in emersione da chi come ha fatto capire ieri sera crede che sia possibile cambiare questa terra partendo dalla viva attenzione su un passato troppe volte dimenticato e recuperando i fili di quegli"anni della storia – che come ricorda Andrea Rossi - sembrano lunghi e lontani ma in realtà non sono che un soffio e gli avvenimenti apparentemente dispersi in quella dimensione della storia che è il tempo sono in realtà vicini e collegati da quel misterioso robustissimo filo che è la memoria degli uomini". La serata si è conclusa con l'esposizione sullo schermo allestito per l'occasione del disegno realizzato in tempo reale da Paola Loprete e Simonluca Spadanuda, disegnatori rispettivamente del mese di agosto e settembre di "Tratti nella memoria". Il disegno realizzato rappresenta un campo di fiori, una primavera forse tanto auspicata in questa terra e diversa dalle tante primavere amare vissute che ci auguriamo tutti non ritornino nè col vento gelido invernale né col tenue e delicato vento primaverile; venti che hanno però anche il non facile compito di non ibernare la memoria l'uno e di non soffiare troppo lievemente sulla memoria l'altro, la memoria i cui tratti sono tratti di noi, tratti di un'identità spezzata che vogliamo, dobbiamo ricucire tutti insieme. 

Daniela Rabia fonte: soveratiamo.com

giovedì 13 febbraio 2014

NO CAPTCHA DAY - Fuori le Idee!



Un grandissimo grazie a Mr. Hyde http://www.cassetticonfusi.blogspot.it/ per il video e all'Alligatore http://alligatore.blogspot.de/  che continua la battaglia per una rete libera e a misura di tutti.



video

domenica 26 gennaio 2014

C'è Garko e Garko! Scuole a caccia di studenti.

Ragazzine urlanti, fotografi, giornalisti, e una lunga fila di quelli rimasti fuori che tentavano di entrare.
Questa la scena che si presentava al passante distratto sabato pomeriggio in una via del centro a Reggio Calabria.
Ma è bastato poco per accorgersi che  non ci si trovava di fronte  all'ultimo casting per un talent di second'ordine dove si vendono sogni di plastica, ma in uno dei più importanti licei scientifici della Calabria, un'eccellenza riconosciuta da nomi, numeri e tradizione.
Tutta quella gente era lì per poter incontrare, sentire e vedere dal vivo un "attore", con buona pace di Mastroianni e Di Caprio,   wikipedia recita così: Gabriel Garko, 
"Attore di cinema e televisione, lavora prevalentemente sul piccolo schermo."
Avete letto bene, non c'è trucco non c'è inganno, venghino siori e siore..... con la scusa di presentare il progetto Cinema Lab finanziato da Provincia e Regione, la scuola non ha esitato a scomodare cotanto ospite, per promuovere le proprie attività in pieno periodo di orientamento.
La questione è proprio questa;  il frutto avvelenato del dimensionamento ha scatenato una concorrenza fra le varie istituzioni  scolastiche che, a partire dalle primarie per finire ai licei, genera impegni e idee solo per accaparrarsi il maggior numero di studenti.
Anni fa in un liceo della piana di Gioia Tauro, ironia della sorte sempre scientifico,  arrivò addirittura, fra schiere di studentesse in delirio, Raul Bova per parlare di legalità (sic);  di perle  del genere ne esistono purtroppo tante.
Dal confronto che ho con altri colleghi sparsi nel paese, la situazione non è poi così diversa. 
La scelta non si fa sulla sostanza, prof. in gamba, didattica all'avanguardia, formazione dei giovani, ma sull'immagine sempre più patinata, sul numero di laboratori, sulle magnifiche sorti e progressive che il determinato diploma può offrire!

Cosa ci riserveranno in futuro i dirigenti scolastici per aumentare il numero degli  studenti iscritti?  Forse una scuola sulla luna?!?! 



ps per gli appassionati di cinema, quello vero, un collega mi segnala il vero Garko  http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Garko ottimo attore di spaghetti western, ma lui non avrebbe attirato folle in delirio.






venerdì 17 gennaio 2014

Suonala ancora Antonio.....Reggio è un Blues!

Reggio è un blues perchè......la letteratura è la dimostrazione che la vita da sola non basta agli uomini e ai grandi spiriti!
E' il caso di Antonio Calabrò, ferroviere, scrittore, rocker, giramondo, agitatore culturale e soprattutto profondamente innamorato della propria Terra.
In questa raccolta di racconti,già pubblicati on line su www.zoomsud.it, Calabrò si rivela anche griot, gli antichi cantastorie africani poeti custodi della tradizione orale, raccogliendo le storie dimenticate di Reggio Calabria, quelle microstorie popolate dagli ultimi dei quali l'autore si sente come il miglior Saba, in "compagnia".
Pupari, prostitute, barboni e "scemi del villaggio", pezzi di mala carne e sconfitti della vita si agitano tra le pagine di queste intense storie che, attingendo dalla quotidianità, ne riportano la lezione di vita della strada in maniera asciutta, senza scontri, anche quando questa provoca dolore.
L'animo di Calabrò, ironico e conviviale, spesso sanguina dolore, un dolore tragico, quando ci si ritrova a perdere l'amata Reggio, che non c'è più e che mai ritornerà.
La Reggio "ri riuni", dei mestieri, il Pescatori, Il Ferrovieri, una città cancellata dall'odio di due guerre di ndrangheta, dalla cementificazione selvaggia, dalla malapolitica.
Ricomponendo queste tessere della memoria Calabrò riannoda fili con il passato, guardando con speranza alla comunità di oggi e come non credergli basta volgere lo sguardo verso il mare, verso lo accendere Radio Balcone dello Stretto e abbandonarsi fra le note di un blues.